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Missione spaziale Apollo 11, quello che c'è da sapere sulla navicella

luna 50: sabato lo speciale di skytg24

5' di lettura

Ecco com'era fatta e cosa trasportava la nave spaziale che il 20 luglio del 1969 consentì all'Uomo per la prima volta di calcare il suolo lunare

Il 20 luglio del 1969 la navicella spaziale Apollo 11 portò per la prima volta l’Uomo sulla Luna. Progettata nell’ambito dell’omonimo programma dagli Stati Uniti fin dai primi anni ’60, la nave spaziale era composta da un modulo di comando, un modulo di servizio e dal modulo lunare che atterrò materialmente sul satellite. Dagli oggetti che trasportava, al suo funzionamento e alle curiosità, ecco tutto quello che c’è da sapere sull’Apollo 11.

Il modulo di comando "Columbia" dell'Apollo 11 (foto: National Air and Space Museum di Washington)

Apollo 11: il modulo di lancio

L’Apollo 11, così come tutte le navicelle dell’omonimo progetto statunitense per i viaggi sulla Luna, disponeva di un Launch Escape System, necessario per allontanare il modulo di comando, dove erano collocati gli astronauti, dal resto del razzo in caso di emergenza durante il lancio. Questo dispositivo era stato sviluppato perché potesse entrare in funzione automaticamente in caso di incendio sulla rampa, esplosione del veicolo o deviazione dalla traiettoria prestabilita. Nella navicella, inoltre, erano state installate tre borse gonfiabili, collocate nello scomparto anteriore del modulo di comando. Queste, una volta gonfiate dai compressori nella parte posteriore dell’astronave, avevano il compito di raddrizzare il veicolo ammarato impedendo che si riempisse d’acqua.

Interno del modulo di comando (foto: National Air and Space Museum di Washington)

Apollo 11: il modulo di servizio

Il modulo di servizio conteneva il principale sistema di propulsione e i materiali di consumo della navicella spaziale (acqua, ossigeno, propellente e idrogeno). Lungo poco più di sette metri, dal diametro di quasi quattro metri e un peso di circa 25 tonnellate, era occupato dai serbatoi e dal motore a razzo principale. Il modulo di servizio rimaneva attaccato al modulo di comando per tutta la missione, salvo poi essere sganciato poco prima di rientrare nell’atmosfera terrestre.

La scritta di Michael Collins all'interno del modulo di comando (foto: National Air and Space Museum di Washington)

Apollo 11: il modulo di comando

Il modulo di comando era la parte della navicella adibita al trasporto e all’alloggiamento degli astronauti durante la missione, l’unica pensata quindi per fare ritorno sulla Terra. L'equipaggio era composto dal comandante Neil Armstrong, il pilota del modulo di comando Michael Collins e il pilota del modulo lunare Buzz Aldrin. "Columbia" (questo il nome del modulo di comando dell’Apollo 11) aveva una cabina per l'equipaggio di poco più di sei metri cubi di volume, una lunghezza di circa tre metri e mezzo e un diametro di quasi quattro metri. Il pilota del modulo di comando, Michael Collins, volle lasciare una breve epigrafe all’interno del veicolo che lo ospitò per l’intera missione. La scritta recitava così: "Spacecraft 107, alias Apollo 11, alias 'Columbia'. The best Ship to Come Down the Line. God Bless Her. Michael Collins, CMP" (Spacecraft 107, alias Apollo 11, alias "Columbia". La migliore navicella che potessimo avere. Dio la benedica. Michael Collins. Pilota del modulo di comando). Ogni missione Apollo era equipaggiata con due zaini che contenevano i kit di sopravvivenza. Questi comprendevano tre contenitori per l'acqua, un radiofaro con batteria di ricambio, tre paia di occhiali da sole, sei pacchetti di sostanze chimiche dissalate, un dissalatore, due luci di sopravvivenza, un machete e due bottiglie di crema solare. Uno dei due zaini dell'Apollo 11 è stato trasferito allo Smithsonian insieme al modulo di comando "Columbia" nel 1970.

Il kit di emergenza dell'Apollo 11 (foto: National Air and Space Museum di Washington)

Apollo 11: il modulo lunare

"Eagle", il modulo lunare dell'Apollo 11, era stato progettato per trasportare due astronauti dall'orbita del satellite alla sua superficie e viceversa. Il volume della cabina era di circa sei metri cubi e mezzo, per un'altezza di tre metri e mezzo. Il modulo era stato pensato per tenere in vita due persone per quattro giorni. Disponeva di due stadi: uno di discesa, con gambe di atterraggio, radar per l'avvicinamento, motore a razzo per la discesa e combustibile; uno di ascesa, sostanzialmente la cabina dell'equipaggio, con pannelli di strumentazione, portelloni, radar e antenne per la comunicazione, motore a razzo di ascesa e combustibile. Il modulo lunare era contenuto e protetto dall'Adattatore per il modulo lunare (Sla), una struttura conica in alluminio composto da quattro pannelli lunghi e sette piedi. Questi erano collocati sopra l'unità strumentale in cima al razzo Saturno V. Armstrong e Aldrin, i due astronauti che calpestarono il suolo lunare, portarono con sé a bordo del modulo la placca che sarebbe di lì a poco passata alla storia, con la celebre scritta: "Here men from the planet Earth first set foot upon the Moon July 1969, A.D. We came in peace for all mankind." (Qui uomini del pianeta Terra misero per la prima volta piede sulla Luna, luglio 1969 d.C. Siamo venuti in pace a nome di tutta l'umanità).

La placca dell'Apollo 11 (foto: GettyImages)

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