L'espansione dell'universo non sta rallentando, un nuovo studio smentisce i dati del 2025

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Una ricerca dell'Università di Southampton ha individuato un errore nei calcoli relativi all'età delle supernove, le esplosioni stellari utilizzate dagli astronomi per misurare le distanze cosmiche. La scoperta sconfessa così l'ipotesi di uno studio dello scorso anno, che sosteneva un rallentamento nell'espansione dell'universo

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Uno studio del 2025, che aveva ipotizzato un rallentamento dell'espansione dell'universo, è stato smentito dai nuovi dati pubblicati dall'Università britannica di Southampton sulla stessa rivista, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

È stato individuato un errore nei calcoli sull'età delle supernove

La nuova ricerca è firmata anche dai Nobel per la fisica Adam Riess e Brian Schmidt, premiati nel 2011 insieme a Saul Perlmutter proprio per la scoperta dell'espansione accelerata dell'universo. La ricerca ha individuato un errore nei calcoli relativi all'età delle supernove, ovvero le esplosioni stellari utilizzate dagli astronomi come fari cosmici per misurare la distanza delle galassie. È stata così smentita l'ipotesi secondo cui l'espansione dell'universo starebbe rallentando e si conferma che non ci sono difetti nella teoria, ampiamente accettata dalla comunità scientifica, secondo cui la forza misteriosa rappresentata dall'energia oscura stia guidando l'espansione del cosmo. 

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Resta incomprensile perché l'universo si espanda così velocemente

Secondo il ricercatore Phil Wiseman, che ha guidato lo studio, "le misurazioni precedenti, ampiamente accettate, erano in realtà corrette e la nostra attuale comprensione del destino dell'universo rimane solida". "Per fortuna - ha aggiunto Wiseman - abbiamo scongiurato questa crisi, ma il mistero sul perché l'universo continui a espandersi a un ritmo accelerato rimane. Dimostrando la correttezza delle nostre misurazioni possiamo tornare a cercare di capire cosa sia realmente l'energia oscura, invece di chiederci se esista".

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Tramite le supernove Ia è possibile stimare le distanze cosmiche

Tutto ruota attorno alle supernove di tipo Ia, originate dall'esplosione di nane bianche. Queste possiedono profili di luminosità caratteristici che le rendono delle ottime "candele standard" dell'universo, cioè punti di riferimento per stimare le distanze cosmiche. Lo studio del 2025 aveva minacciato questa assunzione sostenendo che, con l'invecchiamento dell'universo, la luminosità delle supernove di tipo Ia fosse cambiata, inducendo gli astronomi in errore. Ma la nuova ricerca ha individuato un errore nel modo in cui era stata stimata l'età di queste stelle. "Le affermazioni straordinarie richiedono verifiche particolarmente accurate" ha commentato Adam Riess.

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