Il passaggio della cometa rappresenta un evento irripetibile poiché la sua traiettoria iperbolica la espellerà definitivamente dal Sistema Solare dopo il perigeo di domani. Visibile tra i bagliori del crepuscolo, la cometa richiederà l'uso di binocoli o telescopi per essere individuata mentre si sposta dall'emisfero australe a quello boreale
Il cielo di febbraio 2026 si appresta a regalarci un appuntamento astronomico di rara suggestione. La protagonista assoluta è la cometa C/2024 E1 (Wierzchos), un corpo celeste che porta il nome dell'astronomo polacco Kacper Wierzchos, il quale la individuò per la prima volta il 3 marzo 2024. Dopo un viaggio durato quasi due anni attraverso le profondità dello spazio, la cometa si sta ora dirigendo verso il punto di massimo avvicinamento al nostro pianeta, previsto per domani 17 febbraio. Ciò che rende questo passaggio davvero straordinario non è solo la sua bellezza, ma la sua unicità. La C/2024 E1 è infatti caratterizzata da una traiettoria iperbolica, a differenza delle comete periodiche che tornano a farci visita ciclicamente, questo corpo celeste riceverà dal Sole una spinta gravitazionale tale da essere scagliato fuori dal Sistema Solare per sempre. Quella che stiamo vivendo è, quindi, un'occasione unica e irripetibile.
Sarà visibile dalla Terra?
La Wierzchos è diventata visibile dalla Terra alla fine del 2025, quando gli osservatori dell'emisfero boreale hanno potuto scorgerla per la prima volta attraverso piccoli telescopi o binocoli. Successivamente, la sua eccessiva vicinanza al Sole l'ha resa temporaneamente invisibile, inghiottita dal bagliore della nostra stella. Superato il perielio il 20 gennaio 2026, la cometa è ora pronta a ricomparire nel cielo serale, mostrandosi inizialmente agli osservatori dell'emisfero australe. In questa fase, la cometa si posiziona a circa 22° dal Sole, mantenendosi molto bassa sopra l'orizzonte sud-occidentale. Per quanto riguarda la sua visibilità, il dibattito tra gli esperti rimane aperto: le previsioni più ottimistiche indicano una luminosità prossima alla magnitudine 5, che la renderebbe facilmente individuabile con un semplice binocolo sotto cieli privi di inquinamento luminoso. Tuttavia, stime più prudenti suggeriscono una magnitudine intorno a 8, rendendo necessario l'uso di strumenti più potenti o di un telescopio modesto.
L'appuntamento del 17 febbraio
Il ritorno della cometa nei cieli dell'emisfero boreale avverrà in concomitanza con il suo perigeo, ovvero il massimo avvicinamento alla Terra, domani 17 febbraio. In tale data, la Wierzchos sarà finalmente lontana dal bagliore solare e risulterà visibile poco dopo il tramonto dalle località poste intorno ai 42°N e più a sud. Sebbene sarà ancora piuttosto bassa sull'orizzonte sud-ovest, la sua posizione risulterà decisamente più favorevole per chi osserva dalle regioni australi, dove apparirà relativamente alta nel cielo. Nonostante sia previsto un naturale affievolimento della sua luminosità fino alla 9ª magnitudine durante il perigeo, la cometa resterà un obiettivo alla portata di chiunque sia armato di pazienza e di un buon binocolo. Sarà l'ultimo passaggio della cometa prima di continuare il suo viaggio nello spazio interstellare.