Secondo le ultime previsioni del programma di sorveglianza e tracciamento spaziale dell'Unione europea (Eu Sst), il detrito potrebbe rientrare intorno alle 12.04 ora italiana, con un margine di incertezza che si aggira ancora attorno alle sette ore
Occhi puntati al cielo. È previsto infatti per oggi, venerdì 30 gennaio, il rientro nell'atmosfera del detrito spaziale ZQ-3 R/B: l'oggetto, che ha una massa totale stimata di 11 tonnellate e una lunghezza di circa 12 metri, è il secondo stadio del razzo cinese Zhuque-3 lanciato il 3 dicembre scorso dalla startup cinese LandSpace. I sistemi europei di sorveglianza seguono l’evento in tempo reale, mentre resta ampia l’area potenzialmente interessata. Il rientro potrebbe avvenire in una fetta molto ampia del globo, compresi Stati Uniti ed Europa centro-meridionale. Secondo le ultime previsioni del programma di sorveglianza e tracciamento spaziale dell'Unione europea (Eu Sst), il detrito potrebbe rientrare intorno alle 12.04 ora italiana, con un margine di incertezza che si aggira ancora attorno alle sette ore.
L'analisi degli esperti
"Il Centro operativo italiano, responsabile del servizio di analisi del rientro Sst dell'Ue, sta lavorando per definire con maggiore precisione il possibile luogo e orario del rientro - dicono gli esperti di Eu Sst -. Con l'avvicinarsi del rientro, le previsioni diventeranno più accurate, ma permangono incertezze dovute alla natura incontrollata dell'oggetto". "Lo ZQ-3 R/B è un oggetto di dimensioni considerevoli che richiede un attento monitoraggio - osservano ancora gli esperti -. Il suo lancio inaugurale, avvenuto il 3 dicembre 2025, sembrerebbe aver incluso un carico fittizio, che potrebbe essere rimasto agganciato al secondo stadio del lanciatore". "Dalle poche informazioni che sono disponibili sul razzo e sul suo carico fittizio usato per simulare una vera missione, possiamo dedurre che il secondo stadio abbia una massa significativa di circa 11 tonnellate - puntualizza Luciano Anselmo, esperto di dinamica spaziale e associato di ricerca presso l'Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione 'A. Faedo' del Cnr (Isti-Cnr) -. A differenza di altri lanciatori, pare che questo abbia il primo stadio composto per lo più di acciaio, un materiale che garantisce una maggiore resistenza alle sollecitazioni nella fase di rientro: se anche il secondo stadio fosse fatto in gran parte di acciaio, allora è probabile che delle parti sopravvivano al rientro arrivando alla superficie terrestre".