Intelligenza artificiale, l'app che riconosce le impronte dei dinosauri: come funziona

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Un nuovo sistema di intelligenza artificiale permette di analizzare migliaia di impronte fossili con un'accuratezza paragonabile a quella degli esperti

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Un nuovo sistema di intelligenza artificiale è in grado di identificare con circa il 90% di accuratezza le impronte fossili dei dinosauri. Lo rivela uno studio guidato da Gregor Hartmann dell'Helmholtz-Zentrum di Berlino, in collaborazione con l'Università di Edimburgo, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. La ricerca introduce DinoTracker, un'app che permette a studiosi e appassionati di caricare foto o schizzi di impronte fossili e ottenere in pochi istanti un'analisi automatizzata sull'identità del dinosauro che le ha lasciate.

Un modello addestrato su migliaia di tracce reali

Le tracce fossili rappresentano una fonte preziosa per ricostruire la vita preistorica, ma la loro lettura è complessa e spesso soggetta a margini di incertezza. Le forme possono essere alterate da processi naturali, e le classificazioni manuali rischiano di introdurre bias. Per superare questi limiti, il team ha utilizzato algoritmi avanzati di apprendimento automatico capaci di riconoscere autonomamente le variazioni morfologiche delle impronte. Il sistema è stato addestrato su un archivio di quasi 2.000 impronte autentiche, arricchito da milioni di variazioni artificiali che simulano deformazioni naturali come la compressione del terreno o l’usura dei bordi. L'algoritmo ha individuato otto caratteristiche chiave - tra cui apertura delle dita, posizione del tallone, area di contatto e distribuzione del peso - che gli consentono di attribuire le impronte con un livello di concordanza del 90% rispetto agli esperti umani, anche nei casi più controversi. Tra i risultati più rilevanti emergono alcune impronte risalenti a oltre 200 milioni di anni fa, che presentano tratti molto simili a quelli degli uccelli moderni ed estinti. Secondo i ricercatori, ciò potrebbe suggerire che l’origine degli uccelli sia molto più antica di quanto ipotizzato, oppure che alcuni dinosauri primitivi avessero zampe sorprendentemente simili a quelle degli uccelli.

Nuove ipotesi sui dinosauri dal becco d'anatra

L'IA ha inoltre fornito indizi su alcune impronte enigmatiche rinvenute sull'isola di Skye, in Scozia, datate circa 170 milioni di anni fa. Il sistema indica che potrebbero appartenere a antichi parenti dei dinosauri dal becco d'anatra, tra i più antichi mai identificati finora.

Un nuovo strumento per la paleontologia

"Il nostro metodo offre un modo oggettivo e non distorto per riconoscere le variazioni nelle impronte e testare ipotesi sui loro autori", spiega Hartmann, sottolineando l'utilità dello strumento per ricerca, didattica e lavoro sul campo. Per Steve Brusatte, paleontologo dell'Università di Edimburgo, si tratta di "un contributo entusiasmante per la paleontologia, che introduce un approccio basato sui dati per risolvere un problema che ha messo in difficoltà gli esperti per oltre un secolo".

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