La vita potrebbe prosperare su un pianeta ricco di idrogeno: lo studio

Scienze

I ricercatori del Mit hanno dimostrato che il batterio Escherichia coli e le cellule di lievito possono riprodursi normalmente anche in un ambiente dove questo elemento è presente in quantità elevate

Un pianeta con un’atmosfera composta al 100% da idrogeno potrebbe ospitare la vita. È quanto emerge dai risultati di un nuovo studio, condotto da un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston, sotto la guida di Sara Seager. Nel corso di un esperimento, gli esperti hanno fatto crescere delle colonie di batteri e delle cellule di lievito in un ambiente ricco di idrogeno e hanno scoperto che l’esposizione al gas non impedisce a questi organismi di riprodursi normalmente, anche a se a un tasso più ridotto.

 

I pianeti con un’atmosfera ricca di idrogeno

 

Come descritto sulle pagine della rivista specializzata Nature Astronomy, i ricercatori hanno condotto l’esperimento su due tipi di cellule: quelle di Escherichia coli, i batteri più comuni dell’intestino umano, e sulle cellule più evolute di lievito. In entrambi i casi, l’esposizione all’idrogeno non ha impedito la proliferazione di questi organismi. “I pianeti rocciosi esterni al Sistema Solare con una massa superiore a quella della Terra possono trattenere nelle loro atmosfere una significativa quantità di idrogeno”, spiega Sara Seager, l’autrice dello studio. “Le atmosfere ricche di questo tipo di gas sono probabilmente più estese di quella terrestre. Potrebbe, quindi, essere più facile individuarle, con futuri telescopi terrestri o dallo spazio”, conclude la ricercatrice.

 

La collaborazione tra astronomi e biologi

 

I risultati dello studio hanno permesso ai ricercatori di dimostrare che alcune forme di vita possono sopravvivere in un’atmosfera composta al 100% da idrogeno. “Non credo che gli astronomi abbiano preso in considerazione la possibilità che i pianeti con un’atmosfera ricca di idrogeno potrebbero ospitare delle forme di vita”, spiega Seager. La ricercatrice spera che il nuovo studio possa incoraggiare il dialogo tra biologi e astronomi, soprattutto nei prossimi anni, quando dei telescopi sempre più potenti permetteranno di studiare nel dettaglio l’atmosfera dei pianeti esterni al Sistema Solare.

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