Nasa, ricostruito il ritmo della "danza" tra due buchi neri

Scienze

E’ stato possibile grazie alle osservazioni del telescopio Spitzer che ha monitorato, nella galassia OJ 287, le attività di due enormi buchi neri. Ad elaborarle sono stati gli esperti del California Institute of Technology 

I buchi neri non sono del tutto fermi nello spazio e, in effetti, possono essere abbastanza attivi nei loro movimenti. Ma poiché sono completamente bui e non possono essere osservati direttamente, non sono facili da studiare. Gli scienziati della Nasa, però, sono riusciti a ricostruire i tempi precisi di una danza complessa tra due enormi buchi neri, rivelando dettagli nascosti sulle caratteristiche fisiche di questi misteriosi oggetti cosmici. A scriverlo sono gli astronomi del California Institute of Technology (Caltech) che fa parte del Jet Propulsion Laboratory e che, attraverso il telescopio spaziale Spitzer, sono riusciti in questa particolare impresa. I ricercatori, guidati da Seppo Laine, hanno pubblicato i risultati del loro lavoro sulla rivista scientifica “Astrophysical Journal Letters”.

Le dimensioni dei due buchi neri

Come si può leggere in un articolo pubblicato proprio dall’Agenzia Spaziale Americana, gli esperti hanno analizzato nello specifico la galassia OJ 287 che ospita uno dei più grandi buchi neri mai trovati in assoluto, delle dimensioni di oltre 18 miliardi di volte la massa del nostro Sole. In orbita, attorno a questo vero e proprio colosso, è presente un altro buco nero le cui dimensioni sono di circa 150 milioni di volte la massa del Sole. Due volte ogni 12 anni, il più piccolo buco nero si schianta attraverso l'enorme disco di gas che circonda il suo compagno più grande, creando un lampo di luce più luminoso di un trilione di stelle e, dicono gli esperti, più luminoso persino dell'intera galassia della Via Lattea. La luce impiega 3,5 miliardi di anni per raggiungere la Terra. Ma l'orbita del buco nero più piccolo è oblunga, non circolare, oltre ad essere irregolare. In sostanza cambia posizione ogni volta che gira attorno al buco nero più grande ed è inclinata rispetto al disco di gas. Quando il buco nero più piccolo si schianta su questo disco, genera due bolle di gas caldo in espansione che si allontanano dal disco in direzioni opposte e, in meno di 48 ore dall’evento, la sua luminosità sembra quadruplicata.

Le osservazioni di Spitzer

A volte, dopo lo scontro, i bagliori appaiono a distanza di appena un anno mentre altre volte, a meno di 10 anni di distanza. I tentativi di prevedere quando si sarebbero verificati tali bagliori hanno visto in campo sforzi da parte degli astronomi che sono durati anche decenni, ma nel 2010 gli scienziati hanno creato un modello che può prevedere il loro verificarsi entro una o al massimo tre settimane. Per confermare la loro tesi, gli astronomi hanno predisposto le osservazioni con Spitzer che è riuscito a immortalare il fenomeno, dimostrando così che i fisici erano riusciti a ricostruire i tempi precisi della complessa danza tra i due enormi buchi neri. "Quando ho verificato per la prima volta la visibilità di OJ 287, sono rimasto scioccato nel constatare che Spitzer è riuscito a cogliere il bagliore proprio il giorno in cui si prevedeva sarebbe successo. E' stata un’estrema fortuna riuscire a catturarlo, perché nessun altro strumento è riuscito nell'impresa in quel preciso momento", ha detto entusiasta Laine.  

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