Il telescopio Hubble potrebbe aver risolto il mistero del “pianeta scomparso”

Scienze
Hublle (Nasa)

L’oggetto che gli astronomi osservarono nei primi anni del 2000 e di cui persero le tracce nel 2014, sarebbe una nube di detriti generata dalla collisione fra due pianetini ghiacciati simili a comete 

Il telescopio spaziale Hubble potrebbe aver fatto luce su un mistero irrisolto dal 2004 riguardo l’identità di un oggetto, apparentemente simile a un pianeta extrasolare, improvvisamente scomparso nel cielo.
Quello che gli astronomi osservarono nei primi anni del 2000 e di cui persero le tracce nel 2014, sarebbe una nube di detriti generata dalla collisione fra due pianetini ghiacciati simili a comete.
Si tratta di un evento molto raro, identificato grazie al lavoro degli astronomi George Rieke e Andras Gaspar, dell'università dell'Arizona.
Stando al parere degli esperti, collisioni di questo tipo in un sistema planetario si potrebbero verificare all’incirca ogni 200.000 anni. Ciò significa che molto probabilmente “Hubble si sia trovato al posto giusto e al momento giusto per aver assistito a un evento così raro”, ha spiegato Gaspar.

Il mistero del "pianeta scomparso" nel dettaglio

Nel 2004 gli astronomi scoprirono nel cielo un oggetto misterioso intorno a una stella a 25 anni luce di distanza, che sembrava essere un Pianeta. Nel 2014 l’oggetto celeste sparì improvvisamente dalle rilevazioni di Hubble, senza un’apparente ragione. Le osservazioni effettuate grazie al telescopio gestito da Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa) sembrano aver chiarito una volta per tutte l’identità di questo oggetto misterioso, chiamato Fomalhaut b.
Come spiegano gli esperti sulle pagine della rivista specializzata dell'Accademia Americana delle Scienze (Pnas), analizzando i dati di archivio di Hubble, sono state rivelate "diverse caratteristiche che insieme dipingono un'immagine che porta a pensare che in quel luogo non sia mai esistito un pianeta”. Fomalhaut b era infatti troppo luminoso per essere un pianeta. Inoltre, non aveva alcuna firma di calore rilevabile, e non seguiva un’orbita ellittica come fanno solitamente i pianeti.
"Chiaramente, Fomalhaut b stava facendo cose che un pianeta non dovrebbe fare”, ha aggiunto Gaspar. La migliore interpretazione è che l'oggetto non è mai stato un pianeta completamente formato, ma una nuvola di polvere in espansione da una collisione tra due corpi minori, ciascuno di circa 125 miglia di larghezza.

Scienze: I più letti

Arriva sempre primo

Ricevi le notizie più importanti di politica, mondo, cronaca, spettacolo, le analisi e gli aggiornamenti. Per accettare le notifiche devi dare il consenso.

Hai attivato le notifiche di sky tg24