La sonda Voyager 2 si è risvegliata: la Nasa ha ripreso i contatti

Scienze

Il 25 gennaio un’anomalia aveva causato un consumo eccessivo di energia, portando allo spegnimento degli strumenti scientifici. Gli ingegneri della Nasa ha gradualmente ristabilito i contatti con la sonda, attiva dal 1977 

Dopo oltre una settimana di guasto la Nasa è riuscita a riprendere le comunicazioni con la sonda Voyager 2, ormai attiva dal 1977. Lo scorso 25 gennaio era infatti fallita la manovra con la quale la sonda, attualmente a 18,5 miliardi di chilometri dalla Terra, avrebbe dovuto calibrare il proprio magnetometro, un’anomalia che ha oltretutto portato a un eccessivo consumo di energia. Da quel momento, cinque strumenti scientifici di Voyager 2 risultavano disattivati ma la Nasa ha ora annunciato di aver ristabilito i contatti con la sonda, che risulta “stabile".

Voyager 2, la Nasa ha risolto il guasto

Voyager 2 è stata lanciata nel 1977, seguita dal “gemello” Voyager 1 soltanto pochi giorni dopo: le due sonde hanno raggiunto lo spazio interstellare e detengono il record di oggetti più lontani costruiti dall’uomo nel Sistema Solare. Il 25 gennaio gli ingegneri della Nasa hanno registrato un inspiegabile ritardo nell’esecuzione comandi che avrebbero dovuto portare alla manovra programmata, un problema che ha lasciato in funzione due sistemi che consumano alti livelli di elettricità, causando un conseguente eccessivo consumo di energia. La Nasa ha però dotato Voyager 2 e 1 di appositi sistemi di sicurezza utili ad affrontare le situazioni di emergenza: questo ha permesso alla sonda di spegnere i propri strumenti scientifici per compensare l’alto consumo energetico provocato dall’anomalia. A tre giorni dal problema, gli ingegneri dell’agenzia spaziale sono poi riusciti a spegnere uno dei sistemi ad alta potenza, riaccendendo così gli strumenti scientifici.

Voyager 2 impiega 17 ore a comunicare

Nei giorni successivi, la Nasa ha lavorato per ristabilire la normale operatività di Voyager 2, un compito non semplice viste le tanti componenti fondamentali della sonda. Trovandosi a molta distanza dal Sole, i riscaldatori sono cruciali per evitare il congelamento che impedirebbe la trasmissione dei dati, un processo già di per sé molto complesso: pur andando alla velocità della luce, le comunicazioni impiegano infatti 17 ore per raggiungere la sonda e altre 17 ore per tornare sulla Terra. 

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