Cambiamento climatico, conseguenze da non sottovalutare: l’appello su Nature

Scienze

Un gruppo di scienziati ha sottolineato sulla prestigiosa rivista come le previsioni Onu sul clima fatte negli anni ’90 si siano avverate e vadano prese estremamente sul serio. Senza azioni sul riscaldamento globale, il 99% dei coralli è a rischio 

Il cambiamento climatico è un fenomeno prevedibile, a cui quindi è ancor più doveroso rispondere per tempo. Ciò che la Terra sta vivendo oggi è soltanto quel futuro anticipato già negli anni ’90, quando gli scienziati seppero già prevedere, tra le altre cose, lo scioglimento dei ghiacci polari, la riduzione della barriera corallina e la scomparsa di una porzione di foresta amazzonica. Lo rivela un nuovo articolo su Nature firmato da sette esperti, che sottolineano come sia “troppo rischioso” scommettere contro quei segnali chiari mostrati dal clima negli ultimi anni.

I punti di non ritorno del clima

L’appello degli scienziati su Nature arriva a pochi giorni dalla Cop25, la conferenza Onu sul clima prevista a Madrid dal 2 al 13 dicembre che avrà il ruolo fondamentale di sensibilizzare i governi sulla criticità della situazione attuale, sollecitandoli ad agire. Già 20 anni fa, spiega l’articolo, l’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), ovvero il comitato Onu sui cambiamenti climatici, aveva introdotto l’idea dei “punti di non ritorno”. Al tempo, un riscaldamento globale oltre i 5 gradi fu considerato la soglia oltre la quale alcuni eventi critici su larga scala, sarebbero divenuti “probabili”. Secondo gli ultimi due rapporti dell’Ipcc, tuttavia, i nuovi punti di non ritorno si raggiungerebbero con un aumento delle temperature tra 1 e 2 gradi.

Le conseguenze dei cambiamenti climatici

L’affidabilità delle stime dell’Ipcc, già dimostrata appunto dalle previsioni degli anni ’90, rafforza ulteriormente il bisogno “di un'urgente azione climatica: dagli studenti agli scienziati, dalle città alle nazioni”. Come spiegano gli scienziati su Nature, potrebbero essere molti i cambiamenti critici ormai imminenti: se non affrontati, gli scioglimenti dei ghiacci in varie parti del mondo potrebbero costringere le future generazioni a convivere con un innalzamento del livello dei mari la cui rapidità dipenderebbe dal riscaldamento globale; inoltre, addirittura il 99% dei coralli potrebbe sparire con un aumento delle temperature pari a 2 gradi, portando a una grave perdita di biodiversità marina. Secondo il ricercatore di gestione forestale all’Università di Milano Giorgio Vacchiano il quadro tracciato dall’Ipcc “è allarmante, non possiamo fare finta di niente. I dati mostrano che i cambiamenti sono più netti e imprevedibili del passato, e che la Terra è più sensibile di quanto pensassimo”. Vanno dunque scongiurati a tutti i costi rischi climatici come l’arresto della Corrente del Golfo dovuto allo scioglimento dei ghiacci polari, anche perché, conclude Vacchiano, “cambiando le nostre abitudini, ci vorranno comunque 30 anni prima di vederne gli effetti positivi”. 

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