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Auguri alla Tavola periodica degli elementi di Mendeleev: oggi compie 150 anni

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Il 6 marzo del 1869, il chimico russo Dmitri Mendeleev riordinò gli elementi conosciuti, arricchendoli con i simboli che oggi compongono l’alfabeto della scienza e ne pubblicò la classificazione 

150 anni fa, precisamente il 6 marzo del 1869, il chimico russo Dmitri Mendeleev riordinò gli elementi chimici conosciuti, arricchendoli con i simboli che oggi compongono l’alfabeto della scienza e ne pubblicò la classificazione.
Diede così origine a un sistema costituito da 63 elementi, dall’idrogeno all’uranio, che con il tempo portò all’attuale tavola periodica costituita da 118 simboli chimici.
Il 2019 è l’International Year of the Periodic Table of Chimical Elements, un intero anno di festeggiamenti che l’Onu ha deciso di dedicare proprio alla tavola periodica, programmando una serie di eventi in tutto il mondo per celebrare come si deve lo strumento fondamentale per apprendere e studiare tutte le discipline scientifiche, fisica e biologia comprese.

La storia della tavola periodica

Mendeleev ideò quella che poi sarebbe diventata la tavola periodica per cercare di semplificare il linguaggio della chimica, comprensibile all’epoca solo agli esperti del settore.
Prima di lui altri chimici, come John Newlands, tentarono di classificare gli elementi chimici ma senza successo. Mendeleev, infatti, ebbe un’intuizione che gli permise di raggrupparli in modo funzionale e comprensibile. Capì che il peso atomico è determinante per comprendere il comportamento degli elementi: così decise di ordinarli proprio in base alla quantità di protoni presenti nel nucleo atomico.
Le basi della tavola periodica, ovvero gli elementi chimici, hanno tuttavia una storia molto più antica e complessa: i primi a ipotizzare la loro presenza furono antichi filosofi, tra i quali Aristotele, che intuirono la composizione della materia, costituita da ‘particelle’ successivamente denominate elementi da Platone.

Dal sistema di Mendeleev alla tavola periodica di oggi

Mendeleev, quando ideò il sistema iniziale costituito da 63 elementi, lasciò nella tabella degli spazi vuoti destinati a quelle porzioni di materia non ancora note ma di cui aveva intuito la presenza. L’alfabeto scientifico, nel 2015, è stato arricchito con gli ultimi quattro elementi scoperti: nihonium, moscovium, tennessine e oganesson, con ben 118 protoni nel nucleo.
Marco De Vivo, chimico dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), ha definito la tavola periodica come “l’alfabeto che ci permette di parlare con il mondo intorno a noi e che in futuro ci permetterà di costruire farmaci, materiali e metalli nuovi”.
Primo Levi, noto scrittore e chimico italiano, nel 1975, la comparò a “una poesia”.
Tralasciando le definizioni, l’importanza della tavola periodica è chiara a tutti gli studenti che nel corso della carriera scolastica hanno studiato e talvolta anche odiato la tabella con numeri e lettere in grado di svelare le basi della chimica e della scienza.

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