Sperimentato nuovo sistema per mappatura oceani

Scienze
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Prevede l’utilizzo di una nave che rilascia un sottomarino controllato da remoto. Per ottenere il finanziamento dall’XPRIZE dovrà mappare in 24 ore un’area di 500 chilometri quadrati 

Il Team Alumni della fondazione GEBCO-Nippon ha appena limato gli ultimi dettagli della sua tecnologia utilizzabile per la mappatura oceanografica. Sfrutterà un veicolo sottomarino all'avanguardia, rilasciato in acqua dalla parte posteriore di una barca automatizzata. La fondazione parteciperà a XPRIZE, la competizione che assegnerà un finanziamento per mappare i fondali oceanici della Terra. Come requisito durante la gara sarà richiesto di scandagliare in 24 ore un'area di 500 chilometri quadrati a 4 mila metri di profondità.

Usa un sottomarino con un ecoscandaglio

La GEBCO-Nippon foundation è uno dei grandi favoriti per vincere il premio XPRIZE, che ha messo in palio 7 milioni di dollari per lo sviluppo (e la prova sul campo) di tecnologie innovative per mappare i fondali oceanici in tempi rapidi. Chi vincerà avrà a disposizione un decennio, fino al 2030, per svolgere il compito in tutti gli oceani della Terra. La nave che sarà utilizzata per competere si chiama SEA-KIT, è stata progettata da Hushcraft of Essex ed è lunga 12 metri. Oltre alla nave sarà usato un sottomarino autonomo fornito di un ecoscandaglio, un tipo di ecometro ultracustico usato per misurare la profondità del mare. Le regole della competizione prevedono che i membri del team di scienziati non possano essere nella zona di rilevamento, quindi sarà necessario un sistema di controllo remoto per rilasciare il sottomarino e riprenderlo dopo la mappatura.

Onde radio per comunicare con altre navi

“Il progetto si basa sull’uso della televisione a circuito chiuso, della termografia e dei radar, i quali possono essere controllati a distanza da qualsiasi parte del mondo”, spiega Yulia Zarayskaya, a capo del progetto . “Si potrà ascoltare dal vivo tutto ciò che accade a bordo e saranno utilizzare le onde radio, comprese nello spettro elettromagnetico di frequenza tra 30 e 300 megahertz, per comunicare con altre imbarcazioni nelle vicinanze di SEA-KIT . La mappatura entro il 2030 si può fare, anche se potrebbe costare come una missione su Marte”. 

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