Falla sulla navetta Soyuz, Russia avvia inchiesta: "È sabotaggio"

Il lancio della Soyuz - Getty Images
1' di lettura

Il foro nel laboratorio spaziale che orbita attorno alla Terra ha causato perdita di ossigeno e pressione. Secondo Mosca sarebbe stato fatto deliberatamente con un trapano

La falla riparata sulla Soyuz il 30 agosto scorso, e che aveva causato una fuga di ossigeno, potrebbe essere stata un sabotaggio deliberato. È questa l'ipotesi su cui indaga la Russia. L'accusa arriva da Dmitry Rogozin, capo di Roskosmos, secondo il quale il foro sulla navetta agganciata alla Stazione spaziale internazionale non sarebbe stato causato da un meteorite.

Foro fatto con un trapano

A praticare il foro, ha spiegato Rogozin, potrebbe essere stato un "trapano", utilizzato sulla Terra oppure nello spazio. "Non sappiamo se si tratti di un difetto di produzione o di un gesto premeditato", ha aggiunto, rivelando che sono in corso accurati controlli su quanto accaduto e che e' stata messa in piedi una commissione per indagare su quella che per Mosca è una "questione d'onore".

La falla sulla Soyuz

In occasione della riparazione, astronauti russi e americani avevano litigato sulle modalità di riparazione della navetta, avvenuta poi dall'interno senza la partecipazione dei secondi alla sigillatura del foro. L'ordine ai russi di riparare le falle era stato dato dal centro di controllo della missione di Korolyov, che ignorò i disaccordi emersi tra i componenti dell'equipaggio in merito alle procedure da seguire, e in particolare il dissenso espresso dal comandante della Stazione spaziale e astronauta della Nasa Drew Feustel, che avrebbe voluto rinviare l'inizio della riparazione di 24 ore, in attesa di approfondimenti. Feustel e gli altri due astronauti della Nasa hanno poi deciso di non partecipare alla riparazione, dopo aver precisato che per farlo avrebbe avuto bisogno di un'intesa tra Roskosmos e la Nasa.

Le ipotesi

I sei membri dell'equipaggio, oltre a Fuestel, Ricky Arnold, Serena Aunon della Nasa, Alexander Gerstdell'Agenzia spaziale europea, Oleg Artemyev e Sergei Prokopyev di Roscosmos. Un parlamentare russo ex astronauta ha ipotizzato anche che il foro potrebbe essere stato causato intenzionalmente dall'equipaggio per poter rientrare a casa. "Siamo esseri umani, tutti vogliono tornare a casa, ma questo metodo  è meschino", ha detto Maxim Surayev. Una fonte dell'industria spaziale russa ha invece affermato alla Tass che il foro potrebbe essere stato causato per errore durante i controlli nella base terrestre di Baikonur, in Kazakhstan, e poi in qualche modo coperto alla men peggio. Una volta nello spazio, la copertura sulla Soyuz sarebbe saltata. 

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