Nei pianeti extrasolari c’è più acqua del previsto

Scienze
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Con un modello teorico gli scienziati hanno dimostrato che la percentuale potrebbe superare il 50% nei pianeti orbitanti attorno a stelle diverse dal Sole

L'acqua è probabilmente una componente importante dei pianeti non appartenenti al sistema solare, gli esopianeti. Il 35 % di quelli più grandi della Terra, dalle due alle quattro volte, sarebbero composti per più del 50% da acqua. A dirlo è un modello teorico sviluppato sulla base dei dati raccolti dal telescopio spaziale della Nasa, Kepler, e da Gaia, satellite dell’Esa, agenzia spaziale europea. I risultati della ricerca, che accende una speranza in coloro i quali credono nell’esistenza di altre forme di vita al di fuori del sistema solare, sono stati esposti alla Goldschmidt Conference di Boston da un team guidato da Li Zeng dell'Università di Harvard. A questo lavoro hanno partecipato anche due italiani, Mario Damasso e Aldo Bonomo, dell’Osservatorio Astrofisico di Torino.

La vita può svilupparsi sugli esopianeti?

Uno degli obiettivi delle ricerche sui pianeti extrasolari, iniziate a partire dalla loro scoperta nel 1992, è capire se sono adatti allo sviluppo della vita. Gli scienziati hanno scoperto che molti dei 4000 individuati finora si dividono in due categorie: quelli con raggio planetario che si aggira intorno a 1,5 rispetto a quello della Terra e quelli con una media di circa 2,5 volte. Ora il gruppo di scienziati internazionali, dopo aver analizzato i pianeti con misurazioni di massa, ha sviluppato un modello della loro struttura interna.

Alta percentuale di acqua

"Eravamo già a conoscenza del fatto che l'acqua fosse una delle molecole più presenti in tutto l'Universo, ma ciò che sorprende davvero è l’alta percentuale presente negli esopianeti”, sottolinea Damasso. "Dal modello proposto da Li Zeng, coerente con le informazioni raccolte finora dagli studi informativi, questi pianeti si sarebbero creati per accumulazione e crescita di particelle di acqua ghiacciata. Queste ultime, a causa della migrazione in una fase successiva verso la loro attuale stella madre, si sarebbero trasformate in vapore andando a formare uno strato molto spesso di vapore acqueo attorno al nucleo del pianeta extrasolare". 

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