Poche settimane allo schianto stazione spaziale cinese Tiangong-1

Un'immagine di Tiangong-1, stazione spaziale della Cina (Getty Images)
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Il rientro incontrollato è previsto intorno al 10 aprile. Tra le aree che potrebbero essere colpite dai detriti c'è anche l'Italia centrale, anche se la probabilità che colpiscano qualcuno è "molto bassa"

Mancano ormai poche settimane al rientro incontrollato di Tiangong-1, la prima stazione spaziale cinese. Per gli esperti è impossibile prevedere dove il modulo farà il suo rientro nell'atmosfera, ma ci sono alcuni Paesi, tra cui l'Italia, in cui ci sono maggiori possibilità che si schiantino i detriti.

Possibilità di detriti in Centro Italia

La Cina ha ammesso fin dal 2016 di aver perso il controllo di Tiangong-1, e non sarà dunque possibile controllare il suo rientro, previsto in una finestra temporale che va dal 24 marzo al 19 aprile. Secondo le previsioni della statunitense Aerospace Corporation, a schiantarsi non sarà l'intero modulo di 8,5 tonnellate (che non reggerà all'impatto distruttivo con l'atmosfera) ma "è possibile che una piccola quantità di detriti" possa colpire la Terra a una latitudine compresa tra i 43° nord e i 43° sud. Le chance più alte riguardano il nord della Cina, il Medio Oriente, l'Italia centrale, il nord della Spagna e gli stati settentrionali degli Usa, oltre alla Nuova Zelanda, la Tasmania e parti del Sud America e dell'Africa meridionale. Per gli esperti la possibilità che i detriti colpiscano qualcuno in queste aree è "molto bassa".

Asi: "Probabilità molto basse"

Anche per l'Asi, l'Agenzia spaziale italiana citata dall'Ansa, nel caso in cui frammenti di dimensioni importanti dovessero sopravvivere all'impatto con l'atmosfera, "le probabilità che possano cadere sull'Italia sono bassissime". La Stazione spaziale, che si muove lungo un'orbita che lo porta a sorvolare la fascia intorno all'Equatore, passa sopra il nostro Paese quattro volte al giorno, ogni volta per tre minuti.

L'inizio della caduta incontrollata

Questo vero e proprio palazzo celeste, "sorvegliato speciale" dello spazio, è in caduta incontrollata verso il nostro pianeta dal settembre 2016 ed è già sceso dalla quota iniziale di 360 chilometri di distanza agli attuali 250. La data più probabile dell'impatto potrebbe essere intorno al 10 aprile, ma una certezza – secondo gli esperti – non si avrà fino a tre giorni prima. Per conoscere la traiettoria di rientro si dovrà attendere fino a sei ore prima dell'impatto. Quando il veicolo scenderà alla quota di 90 chilometri comincerà ad andare in frantumi ma alcuni pezzi, come quelli in titanio, "sopravviveranno". Uno dei problemi è che l'Agenzia spaziale cinese non ha fornito dettagli tecnici sul modulo. "Tutti i rientri incontrollati sono un problema per la popolazione come per le rotte aree, che in alcuni casi possono essere spostate", spiega sempre all'Ansa Claudio Portelli, dirigente tecnologico dell'Asi. Per questo motivo è nato un tavolo di coordinamento tra Asi, Protezione civile, Enac, Enav, Aeronautica Militare e Difesa.

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