Scoperti i neuroni che spengono la fame: sono i taniciti

Il merluzzo è uno dei cibi contententi lisina e arginina capaci di attivare il senso di sazietà (Getty Images)
2' di lettura

Una ricerca dell'Università inglese di Warwick ha stabilito come questo gruppo di cellule nervose poste nell'ipotalamo riesca a comunicare il senso di sazietà in presenza di alcuni amminoacidi come l'arginina e la lisina

Si chiamano taniciti e sono i neuroni che controllano il senso di fame. Sono stati individuati e studiati da un gruppo di scienziati dell'Università di Warwick, Coventry (Inghilterra), che hanno esposto la loro funzione in una ricerca pubblicata sulla rivista Molecular Metabolism.

La nuova scoperta

Secondo quanto rivelato dalla nuova ricerca, i taniciti producono senso di sazietà quando avvertono la presenza di specifiche molecole, gli amminoacidi, presenti in alcuni cibi. In particolare, secondo quanto rivela lo studio, l'appetito diminuirebbe in presenza dell'arginina e della lisina, presenti soprattutto in alimenti come merluzzo, albicocche, avocado, mandorle e lenticchie. Si tratta di una scoperta che, se confermata da futuri test, potrebbe rivelarsi importantissima per lo sviluppo di terapie per il contrasto dei disturbi alimentari. Da una parte lo studio suggerisce che una dieta composta da cibi ricchi di "arginina" e "lisina" possa favorire più rapidamente il senso di sazietà. Dall'altra, la scoperta potrebbe dare avvio a nuove ricerche volte a trovare la maniera di attivare dall'esterno gli interruttori di sazietà presenti sui taniciti e quindi fermare la fame agendo su di essi, magari con farmaci ad hoc.  

Che cosa sono i taniciti

I taniciti sono un gruppo di neuroni presenti nell'ipotalamo, una regione del cervello già nota agli scienziati per essere implicata nel controllo del peso, del metabolismo e dell'appetito. Dallo studio di queste cellule i ricercatori hanno scoperto, sulla loro superficie, dei recettori specifici per gli amminoacidi, che non sono altro che i mattoncini di base delle proteine. Gli stessi recettori sono presenti anche sulla lingua e nelle papille gustative con la funzione di far sentire il gusto "umami", che è appunto il sapore caratteristico associato agli amminoacidi. L'equipe inglese ha iniziato il suo lavoro rendendo fluorescenti i taniciti per permetterne l'osservazione al microscopio. L'analisi accurata con l'ingranditore da laboratorio ha poi permesso di scoprire che non appena sentono la presenza degli amminoacidi, in particolare arginina e lisina, i taniciti si attivano rilasciando un messaggio di sazietà all'ipotalamo. Il prossimo passaggio per il controllo dell'appetito, potrebbe dunque essere quello di studiare l'effettiva validità nella nostra alimentazione dei cibi ricchi di arginina e lisina per stimolare i taniciti a comunicarci che è arrivata l'ora di alzarsi da tavola.

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