I 40 anni di Voyager, le sonde che esplorano lo spazio

Un'immagine artistica di Voyager 1 divulgata dalla Nasa. ANSA
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Il programma è stato inaugurato il 20 agosto del 1977. I veicoli hanno permesso di studiare il nostro Sistema Solare: trasportano anche un messaggio per eventuali civiltà extraterrestri

Mai nessun veicolo costruito dall'uomo è arrivato così lontano, ai confini del Sistema Solare e oltre: da lì le due sonde protagoniste del programma Voyager della Nasa spegneranno le loro 40 candeline. L'agenzia spaziale americana si prepara a festeggiarle il 5 settembre a Washington, con una cerimonia che si terrà nel più celebre museo del mondo dedicato all'aeronautica e allo spazio: il National Air and Space Museum. Saranno 40 candeline per festeggiare un programma ormai leggendario, che ha contribuito a tracciare un ritratto del tutto nuovo del Sistema Solare, soprattutto dei suoi pianeti giganti e dei pianeti più esterni, fino ai confini.

Il programma Voyager

Il 20 agosto 1977 il programma Voyager veniva inaugurato con il lancio della sonda Voyager 2 dalla base di Cape Canaveral; 16 giorni più tardi, il 5 settembre 1977, dalla stessa base partiva la sonda gemella, Voyager 1, che nel settembre 2013 è stata la prima a superare le colonne d'Ercole del nostro sistema planetario per addentrarsi nello spazio interstellare. Entrambe le sonde, costruite nel Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa, hanno a bordo un disco d'oro con suoni e immagini che raccontano la vita sulla Terra e un messaggio dell'umanità destinato a eventuali civiltà extraterrestri.

La storia di Voyager 2

Nella sua corsa attraverso il Sistema Solare la Voyager 2 ha toccato traguardi storici: nel 1979 il saluto a Giove e alle sue lune; nel 1981 si è tuffata in un anello di Saturno allora sconosciuto e ha fotografato la luna Febo; nel 1986 ha annusato l'atmosfera di Urano, ascoltato il campo magnetico del pianeta e scoperto alcune delle sue lune. Ancora oggi i suoi dati continuano a stupire. E' del 2016, per esempio, la scoperta di altre due lune di Urano, oltre alle 27 già note, possibile grazie ai dati che la Voyager 2 aveva catturato nel 1986, durante il passaggio ravvicinato al pianeta.

La storia di Voyager 1

In quanto a record, la Voyager 1 non è stata certamente da meno, a partire dalla durata della sua missione, in origine prevista in soli quattro anni con l'osservazione di Giove e Saturno, ma i tecnici della Nasa hanno deciso di estenderla sfruttando un raro allineamento di pianeti. Dopo aver studiato anche Urano e Nettuno, la sonda ha attraversato la zona turbolenta in cui il vento solare si scontra con i gas che riempiono lo spazio tra le stelle, sempre continuando a inviare dati.

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