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Resistenze batteriche, gli antibiotici dati in combinazione possono favorirle

I titoli delle 8 di Sky TG24 del 13/01

2' di lettura

Sotto la guida di Nathalie Balaban, i ricercatori dell’Università di Gerusalemme sono riusciti a dimostrare per la prima volta che somministrare due farmaci in combinazione allo stesso paziente può favorire lo sviluppo dell’antibiotico-resistenza 

La scelta di ricorrere a delle combinazioni di antibiotici, usate di frequente nella pratica clinica per incrementare le possibilità di guarigione dei pazienti, potrebbe accelerare lo sviluppo delle resistenze batteriche e rappresentare dunque un rischio per la salute pubblica. A indicarlo è una nuova ricerca condotta dall’Università di Gerusalemme, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista specializzata Science. Sotto la guida di Nathalie Balaban, i ricercatori sono riusciti a dimostrare per la prima volta che somministrare due antibiotici in combinazione allo stesso paziente può favorire lo sviluppo dell’antibiotico-resistenza nei batteri.

Le conseguenze del trattamento

La scelta di prescrivere due antibiotici diversi a un paziente, contemporaneamente o a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, è abbastanza comune nella pratica clinica ed è finalizzata ad aumentare le possibilità di contrastare un’infezione. Nel corso dello studio pilota, i ricercatori hanno studiato le conseguenze di questo trattamento su un numero ridotto di pazienti con infezione da Stafilococco aureus meticillina-resistente. I risultati ottenuti indicano che se uno dei due antibiotici somministrati agisce lentamente, perché il paziente ha sviluppato una tolleranza nei suoi confronti, le probabilità che insorga una vera e propria resistenza all’altro farmaco aumentano.

La tolleranza ai farmaci

Quando un paziente sviluppa una tolleranza nei confronti di un antibiotico, quest’ultimo continua ad avere effetto, ma agisce più lentamente e non riesce a debellare del tutto l’infezione. Gli esperti sono riusciti a dimostrare che, se il paziente è tollerante al primo farmaco assunto, è più probabile che lo sia anche al secondo e che il suo organismo sviluppi una vera e propria resistenza nei suoi confronti. La combinazione antibiotica permette comunque di guarire il singolo paziente, tuttavia il suo utilizzo rappresenta un rischio per la salute pubblica, in quanto può favorire l’insorgenza delle resistenze batteriche.

Nel 2018 è cresciuto l’uso di antibiotici in Italia

Da un report recentemente pubblicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) emerge che nel 2018 in Italia è aumentato l’uso degli antibiotici, compresi quelli acquistati privatamente dai cittadini. In più del 30% dei casi, questi farmaci sono stati usati in modo inappropriato, contribuendo allo sviluppo dell’antibiotico resistenza. 

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