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Diabete, un nuovo farmaco sperimentale riduce glicemia e massa grassa

I titoli delle 8 di Sky TG24 del 27/09

3' di lettura

Il risultato è stato ottenuto dai ricercatori della Monash University. La molecola IC7Fc non è in grado solo di regolare la concentrazione di glucosio nel sangue, ma anche di indurre il dimagrimento e di migliorare la densità ossea 

I ricercatori della Monash University sono riusciti a mettere a punto un nuovo farmaco sperimentale contro il diabete di tipo 2, in grado non solo di ridurre la glicemia, ossia la concentrazione di glucosio nel sangue, senza effetti avversi sulle ossa e sui muscoli, ma anche di indurre il dimagrimento (determinando una perdita della sola massa grassa) e di migliorare la densità ossea. I risultati dello studio, coordinato da Mark Febbraio, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature.

La molecola IC7Fc

Per sviluppare il nuovo farmaco sperimentale, i ricercatori si sono basati sul recettore gp13, noto per avere degli effetti positivi sul metabolismo, e hanno ideato una ‘chiave molecolare’ in grado di legarsi a esso, chiamata IC7Fc. Iniettandola nei topi con diabete sono riusciti ad abbassare i loro livelli di glicemia e a ottenere altri effetti positivi. I roditori, infatti, hanno iniziato a mangiare meno e a dimagrire, perdendo solamente massa grassa. Inoltre, il farmaco ha favorito l’aumento della densità ossea. Grazie a questi effetti benefici, in futuro IC7Fc potrebbe diventare un valido alleato nella lotta contro il diabete ed essere preferito ad alcuni dei medicinali maggiormente prescritti, come la metformina. Il suo vantaggio principale è la capacità di stimolare il dimagrimento, in quanto per molte persone con diabete la perdita di peso può portare a una gestione più efficace della malattia o persino contribuire alla guarigione. Inoltre, il fatto che IC7Fc faccia perdere selettivamente massa grassa e non muscolo e che aumenti la densità ossea ne fa un ottimo candidato come farmaco specifico per i pazienti anziani. I ricercatori sottolineano che per confermare i risultati di questi studi preliminari saranno necessarie ulteriori sperimentazioni. Al momento, gli esperti stanno raccogliendo i finanziamenti necessari per iniziare gli studi clinici.

I vantaggi del nuovo farmaco

Francesco Purrello, ricercatore dell’Università di Catania e presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID), afferma che i risultati dello studio condotto dagli studiosi dell’Ateneo australiano sono estremamente interessanti. “La molecola IC7Fc spicca per le sue azioni molteplici su diversi tessuti che hanno un ruolo essenziale nello sviluppo del diabete e delle sue complicanze”, spiega l’esperto. “Appartiene alla famiglia denominata ‘multitasking’ e sembra agire sull’insulino-resistenza a livello del muscolo e del tessuto adiposo, ma anche del fegato”, prosegue il diabetologo. “Contemporaneamente agisce anche sulla secrezione di insulina e di glucagone, i due principali ormoni che regolano la glicemia. In particolare, quest’ultimo effetto protegge da indesiderate crisi ipoglicemiche. Aspettiamo con ansia e curiosità l’avvio delle sperimentazioni cliniche”, conclude Purrello.

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