Appendicite, secondo uno studio spesso bastano gli antibiotici

Foto di archivio (Getty Images)
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Una recente indagine, pubblicata sulla rivista JAMA, ha dimostrato che in buona parte dei casi il ricorso all’intervento chirurgico non è strettamente necessario

Nella maggior parte dei casi, per curare l’appendice infiammata e dolorante non sarebbe necessario ricorrere all’operazione chirurgica. Basterebbero gli antibiotici.
L’appendicite è un’infiammazione dell’appendice, l’organo cavo situato nel tratto iniziale del colon. È localizzata nella porzione inferiore destra dell’addome. L’appendicite acuta colpisce entrambi i sessi, con maggiore incidenza tra i 10 e i 30 anni, e rappresenta una delle cause più frequenti di dolore addominale. La sintomatologia comprende anche febbre e disturbi gastrointestinali quali nausea, gonfiore, inappetenza e vomito.
Nella quasi totalità dei casi, l’infiammazione è diagnosticata a causa dell’elevata presenza di globuli bianchi (leucocitosi) nel sangue.
A provocarla è un'ostruzione abitualmente dovuta a feci, parassiti, crescita anormale del tessuto linfatico, corpi estranei e scorie alimentari.

L’indagine su 500 pazienti finlandesi

L’accumulo e lo stazionamento nell’organo cavo del muco prodotto dall’appendice ne causa un rigonfiamento, la congestione e l’infezione. A lungo andare, i batteri patogeni che proliferano al suo interno ne inducono la cancrena e la perforazione.
Il suo trattamento prevede, spesso e volentieri, un intervento chirurgico atto all’asportazione dell’appendice. In alcuni casi, invece, i medici propongono l’assunzione di antibiotici al fine di ‘raffreddare’ il processo infettivo e di individuare un iter diagnostico-terapeutico adeguato. Una recente indagine, pubblicata sulla rivista Journal of the American Medical Association, ha dimostrato che in buona parte dei casi il ricorso all’intervento chirurgico per il trattamento dell’appendice infiammata e dolorante non sarebbe strettamente necessario.

Meglio gli antibiotici

Per realizzare l’esperimento, i ricercatori hanno monitorato l’iter terapeutico di oltre 500 pazienti finlandesi trattati con antibiotici al momento delle coliche. È così emerso come ben due terzi degli individui, nei cinque anni successivi all’episodio, abbiano debellato l’infiammazione senza necessitare dell’intervento chirurgico. Solo la restante parte ha sofferto nuovamente di attacchi all’appendice ed è stata successivamente operata. Attualmente, i medici dispongono di innovative tecniche radiografiche e di immagini magnetiche grazie alle quali possono individuare facilmente quali infiammazioni necessitano di un intervento chirurgico e quali, invece, potrebbero essere debellate con la sola assunzione di antibiotici.

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