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Toronto, in corso la Conferenza mondiale sul cancro al polmone

Foto di archivio (Getty Images)
1' di lettura

Il diciannovesimo incontro internazionale, promosso dall’IASLC, riunisce più di 7 mila esperti provenienti da oltre 100 paesi tra medici, ricercatori e specialisti 

Il tumore ai polmoni è il più letale tra tutte le neoplasie sviluppabili. Con 41.800 nuove diagnosi nel 2017 solo in Italia è il terzo nella graduatoria dei più diffusi.
Secondo i dati, solo il 18% dei pazienti riuscirebbe a sopravvivere alla diagnosi nei cinque anni successivi. Numeri allarmanti e, nella maggior parte dei casi, dovuti alla scoperta tardiva di questa specifica neoplasia.
“La diagnosi precoce è una delle principali sfide da vincere per controllare questo tumore. A oggi, però, è molto difficile e solo l’1-1,5% dei pazienti è diagnosticato in una fase molto precoce della malattia”, spiega il dottor Giorgio Scagliotti, direttore dell’Oncologia Medica all’Università di Torino.

19esima Conferenza mondiale sul carcinoma polmonare

Le innovazioni terapeutiche più recenti verranno discusse in occasione della Conferenza mondiale sul carcinoma polmonare (Conference of Lung Cancer IASLC 2018). Il diciannovesimo incontro internazionale di questo tipo è in corso dal 22 settembre 2018, fino al prossimo 26 settembre, a Toronto, in Canada.
L’evento, promosso dall’Associazione internazionale per lo studio del tumore al polmone, riunisce più di 7 mila esperti provenienti da oltre 100 paesi tra medici, ricercatori e specialisti.
L’IASLC (International Association for the Study of Lung Cancer) è presieduta dall’italiano Scagliotti.

Futuro, diagnosi precoci e più ‘armi’ per combatterlo

“Nell’ambito della comunità scientifica avanza la convinzione, giustificata dai dati clinici di recente ottenuti, che in un arco di tempo di 4-5 anni il carcinoma polmonare possa essere diagnosticato in fase più precoce ed essere approcciato sul piano terapeutico con nuove ‘armi’, compresa l’immunoterapia, sempre più efficaci”, spiega Scagliotti.
Una più celere diagnosi potrebbe comportare un sostanziale aumento dell’aspettativa di vita di buona parte dei pazienti affetti da neoplasia polmonare. Il principale fattore di rischio per lo sviluppo di questa tipologia di cancro è il fumo.
“L’80% delle diagnosi viene effettuata nei soggetti fumatori abituali o ex tabagisti”, aggiunge Scagliotti.
Tra i sintomi da non sottovalutare e che possono comparire anche singolarmente, il professore ricorda: la tosse che non passa, la mancanza di respiro, il dolore al torace, i ‘fischi’ quando si respira.

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