Ludopatia, cos’è e come si manifesta

Foto d'archivio Ansa
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Questa patologia colpisce fino al 3% degli italiani e si caratterizza per l’incapacità delle persone di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse. I primi a riconoscerla, nel 1980, sono stati gli studiosi dell’American Psychiatric Association

La ludopatia è una patologia che si caratterizza per l’incapacità del soggetto che ne è colpito di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse. Questo avviene, spiega il ministero della Sanità, nonostante l’individuo che ne è affetto sia consapevole che questo possa portare a gravi conseguenze. Il rischio a cui può incorrere il ludopatico, in effetti, non è solo la perdita incontrollata delle proprie risorse economiche, ma anche di mettere da parte le normali attività quotidiane (come lo studio e il lavoro) e i propri cari. 

Colpisce fino al 3% degli italiani

I primi a stabilire che il gioco d’azzardo può assumere i tratti di una vera e propria patologia sono stati gli studiosi dell’American Psychiatric Association (APA), nel 1980. Nel 1994 il gioco d’azzardo patologico (gap), questo il nome usato dalla comunità scientifica, è stato classificato nel DSM-IV (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) come “disturbo del controllo degli impulsi”. Il manuale ha definito il gap come un “comportamento persistente, ricorrente e maladattativo di gioco che compromette le attività personali, familiari o lavorative”. La ludopatia è riconosciuta anche dall’Organizzazione mondiale della sanità, che l’ha inserita tra i “disturbi delle abitudini e degli impulsi”. Inoltre questa patologia si accompagna spesso a depressione, disturbo bipolare, impulsività, attacchi di panico e altri disturbi fisici associati allo stress. Il sito Internet del ministero della Sanità rivela anche che la prevalenza tra gli adulti di questo disturbo varia dall'1 al 3% della popolazione, con una maggiore diffusione tra familiari e parenti di giocatori.

Come si individua un ludopatico

Secondo il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, un giocatore è affetto da ludopatia se presenta almeno 5 tra questi sintomi. Innanzitutto se è assorbito dal gioco o intento a pianificare la futura puntata o a escogitare il modo per procurarsi denaro; se ha necessità di giocare somme sempre maggiori; se tenta di ridurre, controllare o interrompere il gioco d'azzardo, ma senza successo; se è irrequieto e irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d'azzardo; se gioca per sfuggire ai problemi; se, dopo aver perso, cerca di recuperare le somme investite nel gioco; se mente ai famigliari o al proprio terapeuta sulle proprie abitudini al gioco; se commette reati per reperire denaro da impiegare nel gioco; se ha messo a repentaglio il lavoro o una relazione per perseguire i proprio sogni di vincita al gioco; infine, se fa ricorso a prestiti per coprire le somme perse.

Il livello di cura in Italia

In Italia la cura del gioco d'azzardo patologico è piuttosto recente. In alcune regioni i SerT (Servizi per le dipendenze patologiche delle ASL) hanno istituito specifiche équipe, composte da medici, psicologi, assistenti sociali, educatori, infermieri, che si occupano di diagnosi e cura della ludopatia. A questo, poi, si aggiungono associazioni che si occupano di auto mutuo aiuto. Inoltre da noi, a partire dal gennaio del 2017, l’aggiornamento dei Lea (livelli essenziali di assistenza), hanno portato all’inclusione anche di trattamenti per la ludopatia.

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