Leucemia mieloide acuta: sintomi, diagnosi e cura

Salute e Benessere
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È una particolare forma di leucemia che si sviluppa nel midollo osseo e progredisce velocemente. Ecco quali sono i sintomi a cui prestare maggiore attenzione e che possono aiutare nella sua diagnosi 

Con il termine leucemia si indicano una serie di malattie in cui si ha una proliferazione incontrollata di alcune cellule staminali, che - come spiega il sito dell’Airc, la Fondazione per la ricerca sul cancro - interferiscono con la crescita e lo sviluppo delle normali cellule del sangue. In particolare, si parla di "leucemia fulminante" per particolari forme più aggressive di questa patologia, che se non diagnosticate in tempo utile, possono causare il decesso di un paziente in pochi giorni. Tra queste troviamo la leucemia mieloide acuta (LMA), una malattia che si sviluppa nel midollo osseo e progredisce velocemente. Proprio la forma di leucemia mieloide acuta è quella che ha colpito Michele Merlo, in arte Mike Bird, cantante ex concorrente di Amici e X Factor, 28 anni, deceduto nella tarda serata di ieri.

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Come riporta il sito dell’Airc, in base ai dati della Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) si stima che ogni anno in Italia vengano diagnosticati poco più di 2.000 nuovi casi di leucemia mieloide acuta: 1.200 tra gli uomini e 900 tra le donne. La malattia è più comune negli uomini che nelle donne e negli adulti con più di 60 anni. "È poco frequente prima dei 45 anni e nel nostro Paese rappresenta il 13 per cento delle leucemie tra i bambini di età compresa tra 0 e 14 anni", precisa la Fondazione per la ricerca sul cancro. Ne esistono di diverse forme suddivise in base alle loro caratteristiche citogenetiche e molecolari in vari sottotipi recentemente definiti dalla classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). In generale, le leucemie mieloidi si distinguono in primarie (o de novo), cioè a insorgenza primitiva, e secondarie, se insorgono dopo una precedente sindrome mieloproliferativa o mielodisplastica, o come conseguenza dell'esposizione a sostanze tossiche e/o chemioterapie.

Sintomi

I sintomi iniziali della leucemia mieloide acuta comprendono solitamente stanchezza, perdita di appetito, sudorazione notturna e febbre, e generalmente la diagnosi viene effettuata poco dopo la loro comparsa.
Successivamente, come precisa l'Airc, possono manifestarsi spossatezza e pallore legati all'anemia, un aumento del rischio di infezioni dovute alla riduzione dei globuli bianchi normali e sanguinamenti frequenti (anche a livello gengivale o nasale) legati alla carenza di piastrine. Tra i sintomi sistemici, invece, sono frequenti dolori muscolari e osteo-articolari diffusi, senso di malessere generale e perdita di peso. Inoltre, come sottolinea la Fondazione per la ricerca sul cancro "se la malattia si è diffusa in altri organi, si notano ingrossamento di milza, fegato e linfonodi e, se è stato raggiunto anche il sistema nervoso, possono verificarsi mal di testa e altri segni neurologici".

Diagnosi e cura

In caso di sospetto di malattia, previa valutazione del medico, è possibile accertare la presenza di leucemia tramite un prelievo di sangue, che permette di valutare numero e forma delle cellule. Successivamente si procede con un ulteriore prelievo di sangue e di midollo osseo che, grazie a test molecolari e citogenetici, consente di caratterizzare in modo più preciso il tipo di leucemia. Per comprendere il grado di diffusione della patologia, invece, sono utili gli esami di diagnostica per immagini come raggi X, TC, PET, ecografia e risonanza magnetica.
Quanto alla terapia, il trattamento di prima scelta contro la LMA è generalmente la chemioterapia. "Si comincia con una fase di induzione che ha lo scopo di eliminare le cellule leucemiche (blasti) presenti nel sangue e di riportare quelle del midollo osseo a livelli normali. Una volta ottenuta la cosiddetta remissione completa, cioè l'assenza di segni e sintomi (meno del 5 per cento di blasti nel midollo, conta delle cellule del sangue normale e nessun segno clinico di leucemia), si passa alla fase di consolidamento che ha lo scopo di rafforzare i risultati ottenuti nella prima fase, eliminando anche le ultime cellule tumorali rimaste", precisa l'Airc.  Successivamente è possibile procedere con un trapianto di cellule staminali ematopoietiche, capaci cioè di generare le cellule del sangue. "Altri approcci per curare la LMA che hanno un impiego più limitato sono ad esempio la radioterapia, che può essere a volte utilizzata prima del trapianto di cellule staminali o per ridurre alcune masse tumorali se la chemioterapia non funziona", sottolinea la Fondazione per la ricerca sul cancro. Nel corso del trattamento si fa ricorso anche a terapie di supporto allo scopo di contrastare l'anemia, le emorragie e le infezioni. "Queste terapie spesso rappresentano l'unica forma di trattamento nei pazienti particolarmente anziani e fragili", conclude l'Airc.

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