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Eccesso di aflatossine, burro di arachidi richiamato dal mercato

I titoli di Sky Tg24 delle ore 13 dell'8/1

3' di lettura

Il Ministero della Salute ha diramato un comunicato in cui la crema, prodotta da Clearspring nel Regno Unito, viene ufficialmente ritirata a causa del superamento dei limiti di sostanze note per le loro proprietà cancerogene

Uno specifico lotto di crema di burro di arachidi, prodotto da Clearspring nel Regno Unito, è stato ufficialmente richiamato dal mercato a causa del “superamento dei limiti di aflatossine imposti da regolamento”. A darne notizia un comunicato diramato direttamente dal Ministero della Salute, attraverso il quale si precisa che il prodotto non va consumato. Commercializzato da Mediterranea Srl, il burro di arachidi (Organic Peanut Butter Crunchy) arriva dallo stabilimento di Clearspring, situato a 19A Acton Park Estate, London W3 7QE, United Kingdom. Il lotto in questione, in confezione da sei vasetti in vetro da 350 grammi, è identificabile con la sigla E193894. La data di scadenza del prodotto è 30-11-2022.

Il prodotto richiamato (Foto: Ministero della Salute)

Cosa sono le aflatossine

Come riporta il sito dell’EFSA (European Food Safety Authority) le aflatossine sono micotossine prodotte da due specie di “aspergillus”, ovvero una particolare tipologia di fungo che si trova soprattutto in zone caratterizzate da clima caldo e umido. Dal momento che le aflatossine sono note per le loro proprietà cancerogene e genotossiche, avendo la capacità di danneggiare l'informazione genetica all'interno di una cellula causando mutazioni ed inducendo modificazioni all'interno della sequenza nucleotidica o della struttura a doppia elica del Dna di un organismo vivente, “l'esposizione del consumatore tramite gli alimenti deve essere mantenuta quanto più bassa possibile”.

In quali prodotti sono presenti

Queste sostanze possono essere presenti in prodotti alimentari come arachidi, frutta a guscio, granoturco, riso, fichi e altra frutta secca, spezie, oli vegetali grezzi e semi di cacao, a seguito di contaminazioni avvenute prima e dopo la raccolta. In natura, si legge sempre sul sito dell’EFSA, esistono diversi tipi di aflatossine. La B1 è quella più diffusa nei prodotti alimentari ed è una delle più potenti in termini di genotossicità e cancerogenicità, dicono gli esperti. La M1, invece, è uno dei principali metaboliti dell'aflatossina B1 nell'uomo e negli animali e può essere presente nel latte proveniente da animali nutriti con mangimi contaminati da aflatossina B1. Sull’argomento un gruppo scientifico dell’EFSA aveva pubblicato nel 2018 una dichiarazione scritta sui possibili effetti sulla salute umana di un aumento dei livelli massimi consentiti di aflatossina nelle arachidi e nei prodotti trasformati a base di arachidi. Utilizzando gli indici di potenziale cancerogenicità stimati dagli esperti sugli additivi alimentari, era stato stimato che l'innalzamento del livello massimo “potrebbe aumentare il rischio di tumori indotti da aflatossina per i consumatori di arachidi e prodotti trasformati a base di arachidi di un fattore compreso tra 1,6 e 1,8”.

I livelli di tolleranza

Per quanto riguarda i tenori massimi di micotossine nell’alimentazione umana secondo la regolamentazione europea, i valori cambiano a seconda del prodotto. Ad esempio, le concentrazioni di aflatossine B1 in arachidi e altri semi oleosi destinati al consumo umano diretto è di 2 microgrammi per chilogrammo.  

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