Morbillo, allarme Ministero per rischio aumento dei casi in Italia: ecco in quali regioni

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L'aumento dei casi è particolarmente evidente soprattutto in alcune Regioni come, ad esempio, Campania, Calabria, Lazio e Toscana. Lo rivela la circolare 'Morbillo - analisi epidemiologica e raccomandazioni operative' del ministero della Salute. Resta insufficiente anche la copertura vaccinale. Al 2024 nessuna Regione e Provincia autonoma raggiungeva la soglia raccomandata del 95% con due dosi di vaccino, considerata necessaria per interrompere la circolazione del virus

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Nei primi 5 mesi del 2026 in Italia sono stati confermati 472 casi di morbillo, con un aumento consistente rispetto al 2025 quando erano stati 322. E' quanto emerge dalla circolare 'Morbillo - analisi epidemiologica (anni 20242026) e raccomandazioni operative' firmata da Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del ministero della Salute.

Quali regioni sono più colpite

I dati mostrano che dopo un periodo di controllo dell'infezione, a partire dall'autunno 2023 in Italia si è osservato un marcato aumento dei casi. Nel 2024 sono stati notificati 1.045 casi, 946 dei quali successivamente confermati in laboratorio. Nel 2025 si è osservata una flessione, con una diminuzione a 497 casi confermati. Oltre il 90% dei contagi si sono verificati in persone che non erano vaccinate e quasi il 6% in persone che avevano ricevuta una sola dose di vaccino.

La situazione del 2026 mostra una ripresa dei contagi. L'aumento è particolarmente evidente sopratutto in alcune Regioni: in Calabria si è passati dai 17 casi segnalati del 2025 ai 265 del 2026, in Campania da 18 a 100, nel Lazio da 47 a 54, in Toscana da 6 a 49.  

"Possibile criticità in copertura vaccinale"

In Italia nel 2024 "nessuna regione raggiunge la soglia raccomandata per la seconda dose di vaccino contenente morbillo. Questo risultato è inferiore agli standard definiti dall’Oms, secondo cui, l’elevata trasmissibilità del virus del morbillo richiede il raggiungimento di coperture vaccinali sopra il 95% con due dosi per interrompere la trasmissione e garantire l’immunità di gregge nelle coorti target (bambini, adolescenti e gruppi vulnerabili)", il quadro descritto "suggerisce una possibile criticità nella copertura vaccinale e un conseguente rischio di aumento della circolazione del morbillo, in particolare tra i soggetti non immunizzati.

I dati segnalati nel sistema Premal relativi al 2026 evidenziano come la maggior parte dei casi notificati si verifichi tra i giovani adulti (15-39 anni). Nella stessa fascia di età, il 94,7% dei casi con stato vaccinale noto risulta non vaccinato".  

Di particolare rilievo epidemiologico "è la quota di casi tra gli operatori sanitari, che risultano 55 casi su 417 soggetti con professione nota (13,2%) e rappresentano il 19,2% dei casi adulti ( sopra i 18 anni) con professione nota (287), evidenzia la circolare.

I valori più bassi si registrano Sicilia (67,88%), Campania (71,89%), Provincia Autonoma di Bolzano (73,69%). 

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