Rimpatrio sanitario, come funziona il protocollo della Farnesina per gli italiani
Salute e BenessereCondizione essenziale per i trasporti a bordo di aerei sanitari è il cosiddetto "fit to fly", ossia il certificato di trasportabilità aerea del paziente. Ma, prima ancora, c'è un iter autorizzativo curato dal segretario generale della presidenza del Consiglio e siglato dal sottosegretario con delega ai voli di Stato. L'autorizzazione, sottolineano dall'esecutivo, viene concessa solo a seguito di una rigorosa verifica
Dopo il grave malore che lo ha colpito mentre si trovava a Cuba, per l'ex deputato del Movimento 5 stelle Alessandro Di Battista - ricoverato ora a L'Avana in attesa di esami più approfonditi - è stato messo a disposizione dal governo un aereo sanitario nell'ipotesi di rientro in Italia. Prima di procedere al trasferimento, hanno spiegato fonti di Palazzo Chigi, è tuttavia necessario verificare che le condizioni del paziente lo consentano e che il trasporto non comporti rischi per la sua salute. L’eventuale trasferimento, quindi, sarà valutato dai medici sulla base delle condizioni cliniche del paziente.
Come funziona e a chi è concesso il rimpatrio sanitario
Il rimpatrio sanitario è una procedura garantita a tutti i cittadini italiani all'estero che per ragioni mediche necessitano di un ricovero ospedaliero in patria. Come spiega la Farnesina, in circostanze simili, la Rappresentanza diplomatico-consolare invita i familiari a individuare una struttura medica nella quale il connazionale verrà preso in cura una volta giunto in Italia. In caso di difficoltà, la Sede può chiedere alla Prefettura di individuare la struttura sanitaria. Per assicurare una corretta presa in carico del paziente la Sede consolare potrà assistere i familiari nell’ottenimento della cartella clinica da trasmettere alla struttura in Italia.
Quali sono le condizioni necessarie per procedere
Condizione imprescindibile perché si possa procedere al rimpatrio sanitario è l’ottenimento, da parte della struttura sanitaria dove il connazionale è ricoverato, del certificato che ne attesti l’idoneità ad affrontare il viaggio e le condizioni nelle quali vada effettuato tale trasporto (il cosiddetto “fit to fly” o “certificato di trasportabilità aerea del paziente”). La Sede, spiega quindi il ministero degli Esteri, potrà assistere i famigliari nel chiedere il rilascio da parte delle strutture sanitarie locali.
Servizi di aeroambulanza in assenza di voli di linea
Ottenuta tale documentazione e la cartella clinica del paziente – tradotta in Italiano qualora non già scritta in una lingua veicolare – la Sede può agevolare i contatti tra i familiari e la compagnia aerea individuata per il trasporto. Qualora il volo di linea non sia esperibile, si potranno richiedere alla Sede consolare i riferimenti di società private operanti in loco che eroghino il servizio di aeroambulanza. Il contatto sarà stipulato tra il connazionale (o la famiglia qualora il primo versi in stato di incapacità) e la società stessa.