Rientro al lavoro post ferie, come affrontare stress e routine: i consigli degli esperti

Salute e Benessere

Introduzione

Settembre è dietro l'angolo e per molti significa addio alle vacanze e ritorno alla routine lavorativa, con relative ripercussioni sull'umore e in fatto di stress. Una survey condotta da Unobravo rivela che per il mese in arrivo è atteso un boom di richieste di supporto psicologico, destinato a coinvolgere il 70% dei terapeuti. Tuttavia, parallelamente a questo aumento iniziale,  un professionista su tre osserva con frequenza un abbandono precoce da parte dei nuovi pazienti, che decidono di interrompere dopo poche sedute. Esistono, tuttavia, buone pratiche per addolcire il rientro ed evitare di trasformare il rientro al lavoro in un'esperienza traumatica

Quello che devi sapere

Il lavoro non è (sempre) il primo motivo

Contrariamente alla narrazione classica che spesso associa il rientro all'ansia da ufficio (comunemente detto post-vacation blues), gli psicologi indicano altre priorità alla base dei nuovi percorsi. Le spinte principali sono legate in primo luogo alle relazioni affettive e personali (31%) e alle transizioni di vita (24,4%). Il rientro al lavoro, pur presente, si attesta solo al 17,3%. Questi dati, riportati da alcuni psicologi di Unobravo, sembrano indicare come settembre talvolta venga vissuto come una sorta di turning point: un momento di bilanci dopo la pausa estiva che spinge a cercare una nuova partenza o un percorso di crescita e autoconoscenza.

Spazi lavorativi inadeguati dietro la frustrazione dei lavoratori

Per quanto concerne la sfera lavorativa, con l'ondata di caldo non ancora conclusa, la presenza fisica in uffici spesso inadeguati rischia di trasformarsi in un boomerang per produttività e benessere aziendale. A rivelarlo sono i dati di un sondaggio condotto da The Harris Poll per conto di National Business Furniture (NBF): il 73% dei lavoratori e delle lavoratrici costretti a lavorare sempre in presenza si dichiara frustrato e insoddisfatto del proprio spazio di lavoro. Questa inefficienza strutturale delle sedi aziendali, esasperata dalle alte temperature, ha un forte impatto sulla quotidianità professionale: il 57% del campione fatica a concentrarsi sulle proprie mansioni, il 52% vive con frustrazione la gestione delle sale riunioni e il 29% sperimenta costantemente fatica fisica o malessere generale. Il rifiuto verso uffici mal progettati è talmente radicale che il 76% dichiara che preferirebbe affrontare situazioni altamente spiacevoli piuttosto che passare la giornata in un ambiente inadeguato. A soffrire maggiormente sono le fasce più giovani (18-34 anni), dove l'intolleranza verso uffici inefficienti tocca l'87%. Tra i principali fattori di attrito quotidiano emergono gli ambienti troppo rumorosi (23%), l'affaticamento posturale dovuto a sedute non ergonomiche (23%) e la totale mancanza di privacy (22%).

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Lo psicologo: "Non occorre tornare immediatamente al 100 per cento"

In vista del ritorno dalle ferie la preoccupazione generale è quella di avere "la fatica da rientro", di non riuscire a reggere il ritmo dopo un periodo di riposo. Per questo motivo "il mio consiglio è di non bruciare nei primi giorni tutte le batterie che abbiamo ricaricato durante la pausa estiva e di ricordare che il rientro è solo una fase di transizione”, spiega all'Adnkronos Marco Vitiello, vicepresidente della Siplo (Società italiana di Psicologia del lavoro e dell'Organizzazione), che invita ad affrontare con gradualità il ritorno alla routine dopo le vacanze. "Dobbiamo fare in modo" - spiega Vitiello - "di non disperdere le energie accumulate e quella rigenerazione guadagnate durante il periodo di pausa". “Bisogna essere furbi", aggiunge, “e non pretendere di tornare in ufficio al 100 per cento. Non è necessario stressarsi e non bisogna avere paura che il rientro sia un pericolo. Sento parlare di 'Sindrome da rientro'. Ma non scherziamo, non è mica una malattia".

I consigli dell'esperto per rendere meno complicato il rientro

Ecco allora qualche consiglio da parte dell’esperto per un rientro senza stress:

  • Non avere paura del rientro. "Tornare alla routine dopo una pausa è una fase di transizione e non deve essere vissuta come un pericolo", aggiunge Vitiello.
  • Non pretendere troppo da se stessi. "Nei primi giorni non è necessario essere subito al 100 per cento", dice
  • Non bruciare le energie recuperate. "Le batterie ricaricate rappresentano le risorse che serviranno per affrontare le richieste lavorative dei mesi successivi: se le bruciamo subito" - avverte lo psicologo del lavoro - "rischiamo di andare in deficit".
  • Riprendere gradualmente. "Meglio procedere per passi, senza cercare di recuperare tutto immediatamente", assicura.
  • Ritrovare il rapporto con i colleghi. "Una pausa caffè, il racconto delle vacanze e un momento di condivisione" - sottolinea - "possono aiutare a riprendere il ritmo e a ristabilire le relazioni. Inoltre, è utile confrontarsi con i colleghi e organizzare le attività, invece di cercare di fare tutto da soli e subito".

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Mantenere alcune abitudini delle ferie e procedere per gradi

Mantenere alcune abitudini delle vacanze e non stravolgere i rirmi adottati durante i mesi estivi sono altri suggerimenti di cui Vitiello invita a fare tesoro:

  • Non rispondere subito a tutte le email e ai messaggi. "Prima è meglio fare un controllo generale di ciò che è arrivato e poi stabilire a chi e quando rispondere", suggerisce.
  • Non riempire subito l’agenda. "Anche i datori di lavoro possono favorire un rientro graduale, evitando di concentrare call e riunioni nei primi giorni e dedicando invece tempo alla pianificazione delle attività", osserva.
  • Mantenere alcune abitudini delle vacanze. "Passeggiare, stare all’aperto, esporsi alla luce naturale e continuare a fare movimento può aiutare il corpo e il cervello ad adattarsi nuovamente ai ritmi quotidiani", spiega.
  • Non interrompere bruscamente ciò che ci ha fatto stare bene. "Nelle prime settimane è utile conservare alcune delle attività praticate durante le ferie, come le passeggiate e il tempo trascorso all’aria aperta", fa notare Vitiello.

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