Il mouth taping consiste nell’applicare un cerotto specifico sulle labbra prima di coricarsi, con l’obiettivo di limitare la respirazione orale durante il sonno. Nonostante i benefici teorici, la comunità scientifica invita alla cautela, definendone gli effetti incerti o controproducenti
Il mouth taping, ovvero l’abitudine di sigillare la bocca con un cerotto durante il sonno, è passato dall’essere una pratica di nicchia a un business milionario. Promosso da influencer e atleti (come la tennista Iga Świątek), il trend promette risvegli più riposati, stop al rullio e persino una mascella più definita. Ma cosa c’è di vero?
Perché respirare con il naso è meglio
La scienza conferma che la respirazione nasale è superiore a quella orale per diversi motivi. Il naso pulisce l'aria da polvere e allergeni, riscaldandola e umidificandola prima che raggiunga i polmoni. Non solo: respirando dal naso si migliora l'ossigenazione del sangue,abbassando la pressione. La bocca chiusa, poi, previene la secchezza e l'acidità che causano carie, alitosi e proliferazione batterica.
Dalla teoria di Buteyko al caso James Nestor
L'idea non è nuova: già negli Anni 50 il fisiologo Konstantin Buteyko promuoveva la respirazione nasale per curare patologie croniche. Recentemente, il giornalista James Nestor ha rilanciato la pratica nel suo bestseller L’arte di respirare, riportando come - in un esperimento personale - il passaggio forzato alla respirazione orale avesse causato picchi di pressione e apnee, sintomi scomparsi tornando a usare i cerotti.
I rischi e i dubbi dei medici
Nonostante i benefici teorici, la comunità scientifica invita alla cautela. Una revisione pubblicata su PLOS ONE a maggio 2025 definisce gli effetti del mouth taping "minimi, incerti o controproducenti". I pericoli principali riguardano le ostruzioni nasali: se il naso è chiuso (per deviazioni del setto, allergie o polipi), forzare la chiusura della bocca riduce drasticamente l'apporto di ossigeno. Uno studio del 2024 ha evidenziato che in alcuni pazienti il corpo cerca comunque di espellere aria dalla bocca chiusa, gonfiando le guance e peggiorando la gravità delle apnee. Molti studi favorevoli a questa pratica, poi, sono stati condotti su campioni troppo piccoli e solo su soggetti che non presentavano difficoltà respiratorie nasali pregresse.