AMCLI, tra epatite A, meningite e aviaria: le priorità della microbiologia clinica
Salute e BenessereIl 53° Congresso Nazionale dell’Associazione Microbiologi Clinici Italiani ha portato a Rimini oltre 2.000 specialisti, 535 contributi scientifici – un aumento di 78 lavori rispetto all’anno precedente – e circa 200 specializzandi provenienti da tutta Italia. Numeri che confermano la centralità crescente della microbiologia clinica in un momento storico in cui le infezioni emergenti e ri‑emergenti stanno ridefinendo le priorità della salute pubblica
Dall’antibiotico resistenza alle arbovirosi e fino alla tubercolosi, dalle infezioni sessualmente trasmissibili alla gestione dei patogeni nei pazienti trapiantati e nei neonati, fino al ruolo decisivo della diagnostica avanzata e dell’intelligenza artificiale, ormai parte integrante dei flussi di analisi e dei processi decisionali dei laboratori. Al 53esimo Congresso di Rimini, AMCLI ha ribadito l’importanza dell’approccio One Health, dove la salute umana, animale e ambientale è letta come un sistema unico e interdipendente.
Epatite A, meningite e influenza aviaria: cosa insegnano i focolai di questi mesi
Tra i temi in primo piano l’aumento dei casi di epatite A in Campania. Un segnale che riporta l’attenzione sulla sicurezza alimentare, sul monitoraggio della filiera e sulla capacità dei laboratori di intercettare rapidamente i segnali di allerta.
Il Prof. Pierangelo Clerici, Presidente AMCLI – Associazione Microbiologi Clinici Italiani, ha ricordato come episodi di questo tipo confermino “la necessità di una sorveglianza costante e di controlli puntuali sugli alimenti e sull’acqua”, sottolineando il ruolo della diagnostica molecolare nel contenimento dei focolai.
Un altro tema al centro del dibattito è stato quello dei casi di meningite segnalati nel Regno Unito, con particolare concentrazione in contesti giovanili e universitari. Una tendenza che ha riacceso il dibattito sull’importanza delle vaccinazioni nelle fasce più esposte. Il Prof. Clerici ha spiegato che “le infezioni invasive non sono eventi isolati: riemergono quando cambiano gli equilibri sociali, ambientali e comportamentali”, evidenziando come la vaccinazione resti la misura più protettiva per gli adolescenti e i giovani adulti.
L’attenzione si è concentrata anche sui recenti episodi di influenza aviaria, compresi i casi di ceppo H9N2 notificati in alcune aree del Nord Italia, tra cui la Lombardia. Situazioni che hanno riportato al centro il concetto di interconnessione tra uomo, ambiente e animali. L’approccio One Health, ampiamente discusso nelle sessioni plenarie, mostra come anche un evento circoscritto negli allevamenti possa avere ripercussioni sull’ecosistema complessivo e sulla gestione del rischio infettivo.
Sorveglianza delle infezioni respiratorie: la nuova infrastruttura della prevenzione
La stagione invernale ha confermato come le infezioni respiratorie restino un ambito cruciale di sorveglianza, soprattutto nei contesti ad alta vulnerabilità.
La Dott.ssa Elisabetta Pagani, Direttrice del Laboratorio Aziendale di Microbiologia e Virologia – Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, ha illustrato come la diagnostica rapida stia rivoluzionando l’identificazione dei virus più diffusi, grazie a pannelli sindromici che rilevano simultaneamente più patogeni. Secondo la Dott.ssa Pagani, “la rapidità della diagnosi determina la qualità della risposta: permette di isolare i casi sospetti, impostare la terapia corretta e prevenire cluster, soprattutto nelle long-term care”. Le RSA e le strutture residenziali restano infatti tra i luoghi più vulnerabili: la circolazione dei virus può avere un impatto significativo sulla salute degli ospiti, spesso fragili e e affetti da comorbidità. L’importanza dei protocolli di prevenzione, della formazione degli operatori e della lettura costante dei dati è stata uno dei punti più condivisi dagli specialisti presenti.
Antimicrobico-resistenza: la sfida globale che non si arresta
L’altra grande emergenza affrontata durante il Congresso è quella dell’antimicrobico‑resistenza (AMR), considerata una minaccia prioritaria anche dalle principali organizzazioni internazionali. Il Prof. Gian Maria Rossolini, Ordinario di Microbiologia e Microbiologia Clinica – Università di Firenze e Direttore della SOD Microbiologia e Virologia dell’AOU Careggi, ha spiegato come la diffusione di batteri multiresistenti continui a mettere sotto pressione ospedali e territorio, ribadendo che “la battaglia non è ancora vinta: servono nuove molecole, stewardship rigorosa e diagnostica rapida per guidare terapie appropriate”. Nel corso del Congresso si è discusso dello sviluppo di nuove classi di antibiotici, delle strategie combinate con enzimi e peptidi e della necessità di investire nella ricerca e nei sistemi di sorveglianza. Sono temi che si inseriscono in un quadro più ampio: quello di un uso ancora non ottimale degli antibiotici in molte Regioni, con differenze territoriali che richiedono interventi mirati e politiche di sanità pubblica più omogenee.
Formazione, ricerca e investimenti: il Congresso che consolida una comunità scientifica in crescita
Accanto alle sessioni cliniche e scientifiche, la 53ª edizione del Congresso ha messo in evidenza anche la vitalità della comunità professionale. AMCLI ha annunciato tre progetti di ricerca finanziati con 150.000 euro complessivi e ha assegnato il Premio AMCLI–De Carneri dedicato ai giovani microbiologi che si distinguono nel campo delle malattie infettive tropicali. La presenza di circa 200 specializzandi, ospitati direttamente dall’Associazione, ha rappresentato uno degli elementi più significativi di quest’anno. Un segnale di ricambio generazionale, ma anche della capacità della microbiologia di attirare nuove competenze in un momento in cui i laboratori rappresentano un presidio cruciale della sanità pubblica.
Microbiologia più centrale, più tecnologica, più strategica
L’edizione 2026 del Congresso AMCLI lascia un messaggio netto: la microbiologia non è più soltanto una disciplina di laboratorio, ma un presidio strategico per la sicurezza sanitaria nazionale. Le infezioni emergenti, i cambiamenti climatici, la globalizzazione delle dinamiche epidemiologiche e la necessità di diagnosi tempestive rendono la sorveglianza microbiologica un’infrastruttura essenziale. E mentre aumentano i focolai, evolvono i patogeni e la resistenza agli antibiotici avanza, la risposta passa da strumenti scientifici sempre più sofisticati e da una comunità professionale in crescita, compatta e fortemente orientata all’innovazione.