Influenza, variante K e contagi record in Italia: le regioni più colpite

Salute e Benessere

Sono tre quelle che superano abbondantemente la media nazionale per diffusione del virus. Si tratta di Campania, con 20,52 casi per mille assistiti, Sicilia (19,41 casi per mille assistiti) e Marche (18,52 casi per mille assistiti). In Sicilia la situazione è stata definita "grave", con un sovraffollamento ospedaliero oltre il 350%

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L'ondata di influenza K sta investendo l'Italia da Nord a Sud, rischiando di avvicinare il Sistema sanitario nazionale al punto di rottura. L'aumento esponenziale dei casi di polmonite e degli accessi ai pronto soccorso ha causato un sovraffollamento critico: in molte strutture i pazienti sono assistiti in barella nei corridoi per mancanza di posti letto. Secondo gli ultimi dati della prima settimana del 2026, il picco sembra essere imminente, con i nuovi casi settimanali che si attestano a quota 802.879.. Il totale dei contagi stagionale ha superato i 7,5 milioni, mentre l'Incidenza nazionale è di 14,07 casi ogni mille assistiti. Ora. però, si attende un ulteriore rialzo dovuto al rientro a scuola e al lavoro dopo le festività.

Tre regioni al di sopra della media nazionale

Tre regioni superano abbondantemente la media nazionale per diffusione del virus. Si tratta di Campania, con 20,52 casi per mille assistiti, Sicilia (19,41 casi per mille assistiti) e Marche (18,52 casi per mille assistiti). In Sicilia la ituazione è stata definita "grave", con un sovraffollamento ospedaliero oltre il 350%. La crisi è alimentata dalla combinazione tra alta diffusione del virus e bassa adesione alla campagna vaccinale. In Campania è forte la pressione sul 118 e sugli ospedali. Al Cardarelli di Napoli i ricoveri sono aumentati del 25%; circa il 30% dei pazienti ospedalizzati presenta polmoniti virali. In Lombardia sono in crescita costante gli accessi ai pronto soccorso (oltre 6mila nell'ultima settimana).

Bambini e over 70 le fasce più colpite

Le fasce più colpite sono i bambini (0-9 anni) e gli over 70. Solo tra il 22 e il 28 dicembre si sono registrati oltre 2.200 casi di polmonite. A Roma si stimano 50mila persone a letto. A differenza di altre regioni, qui l'incidenza tra gli anziani è bassa grazie all'ottima risposta alla campagna vaccinale (1,2 milioni di dosi). L'emergenza riguarda soprattutto la fascia pediatrica (0-4 anni). Mario Balzanelli, presidente del 118, ha segnalato un carico di richieste senza precedenti alle centrali operative. L'invito ai cittadini è di non intasare le linee di emergenza e di rivolgersi, dove possibile, ai medici di medicina generale per la gestione dei sintomi che, seppur lunghi (fino a 20 giorni), possono spesso essere curati a domicilio.

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