Covid, la pandemia non è finita: i possibili scenari per l'inverno

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In Europa è previsto un nuovo rialzo di infezioni. La Germania potrebbe aver sperimentato in anticipo l’ondata di Cerberus. Ecco i possibili scenari per i prossimi mesi

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Nel mondo la pandemia di Covid non accenna a rallentare il passo. In Europa è prevista una nuova ondata di infezioni Covid nelle prossime settimane. A mettere in guardia sul picco di contagi in arrivo è stata l'Agenzia europea per i medicinali, secondo cui il nuovo rialzo di casi sarà guidato dalle nuove varianti del coronavirus, tra cui "BQ.1.1 più capace di sfuggire all'immunità e resistere ai monoclonali". Come sottolineato in un articolo di Repubblica, sono diversi i ceppi del virus in agguato, ma tutti apparentemente meno pericolosi rispetto alle varianti prevalenti prima di Omicron. (COVID: LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA)

La situazione in Italia

Più che di varianti, infatti, si tratta di sottovarianti tutte imparentate con Omicron, che fortunatamente si presentano con una severità ridotta rispetto ai precedenti lignaggi, seppur con un'elevata contagiosità.
Per quanto riguarda l'Italia, "al momento siamo in una fase di calo", come ha ribadito Carlo La Vecchia, epidemiologo dell’università di Milano. “L’ultima ondata è stata abbastanza rapida e breve. L’aumento dei casi è partito il 14 settembre, in coincidenza con la ripresa della scuola e delle attività autunnali, mentre la discesa è iniziata esattamente un mese dopo, il 14 ottobre. Il picco ha raggiunto i 42mila casi al giorno di media settimanale, mentre ora siamo a 32mila. I ricoverati in terapia intensiva hanno raggiunto meno della metà rispetto all’ondata estiva, con una media settimanale di 82 decessi al giorno”, ha sottolineato.
Secondo l'epidemiologo "nel breve termine, e nonostante un possibile aumento dei casi dovuto a BQ.1, ci aspetta un inverno abbastanza tranquillo".

I campanelli d'allarme

Ma ci sono alcuni campanelli d'allarme che in queste ultime settimane stanno attirando l'attenzione degli esperti. Il primo riguarda la Germania, che ha vissuto un’ondata inaspettatamente alta a partire da settembre, con un picco di 136mila casi a metà ottobre, e una crescita dei decessi. L'l’Ihme, l’Institute for Health metrics and Evaluation dell’università di Washington, ipotizza che il Paese potrebbe aver sperimentato in anticipo l’ondata di BQ.1 (Cerberus).
Il secondo viene segnalato dalla Fiaso, la Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere: sono in aumento i ricoveri “per” Covid, pazienti arrivati in ospedale per sintomi respiratori causati dal virus, e “il 33,3% dei ricoverati in terapia intensiva oggi non è vaccinato; mentre altri, nella stragrande maggioranza dei casi hanno una vaccinazione incompleta od ormai datata".
“Per proteggere gli anziani e i fragili bisogna anche vaccinarsi contro l’influenza. Grazie ai vaccini, negli ultimi 50 anni, la mortalità dell’influenza è calata di 10 volte. È opportuno ricorrere a questa protezione in questo momento”, ha ricordato La Vecchia. Per il lungo periodo c’è, inoltre, l’incognita Cina, con quasi un miliardo e mezzo di persone pressoché totalmente suscettibili all’infezione. “La Cina aveva i mezzi per comprare i vaccini occidentali, o per acquisire i brevetti e produrli in casa, ma ha scelto di non farlo”, ha sottolineato la Vecchia. “Ora si ritrova con una popolazione poco immunizzata. Con una variante così contagiosa come Omicron, è costretta a politiche di rigida chiusura”, ha concluso.

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