Nuova ondata Covid, Lopalco: “Probabile picco a metà luglio”

Salute e Benessere

Questa la previsione del professore di Igiene e Prevenzione presso l’università del Salento, affidata ad un’intervista concessa al “Corriere della Sera”. L’attuale rialzo dei contagi nel nostro Paese, ha spiegato Lopalco, rientra in un’ondata che “non ci aspettavamo, non così impetuosa”. Ma molti tra coloro che si stanno contagiando “non finiscono in ospedale”

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“Siamo vicini al picco. A metà luglio dovremmo averlo raggiunto”. È la previsione di Pier Luigi Lopalco, professore di Igiene e Prevenzione presso l’università del Salento, che ha commentato l’attuale diffusione del Covid-19 nel nostro Paese, in un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”.

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Due gli elementi specifici su cui si fonda questa valutazione, ha poi precisato l’esperto. “Innanzitutto, vale l’osservazione di quanto sta avvenendo nei Paesi in cui questa sotto variante di Omicron è arrivata per prima dando avvio alla rapida risalita dei casi. Inoltre, abbiamo come riferimento quanto è avvenuto nelle ondate precedenti”. Resta il fatto che, secondo Lopalco, l’attuale rialzo dei contagi da Covid-19 rientri in un’ondata che “non aspettavamo, non così impetuosa” e i dati confermano che “ora l’incidenza è alta”. Preoccuparsi però non è necessario, specie in riferimento alla situazione negli ospedali. “Non sarei tanto pessimista. Molti fra quelli che si stanno contagiando hanno vissuto altre infezioni, anche più di una, o si sono vaccinati o hanno la cosiddetta immunità ibrida, cioè oltre ad aver ricevuto le dosi hanno contratto il virus. In altre parole, non finiscono in ospedale”, ha sottolineato il professore. Secondo cui, tra l’altro, al momento la popolazione italiana “è sempre più resistente grazie all’immunità di comunità che si crea grazie alla minore intensità clinica del virus”. Rispetto ai casi ufficiali, tra l’altro, le stime degli esperti riferiscono che gli attualmente positivi siano molti più dei casi notificati. Anche per la diffusione dei test eseguiti a casa. “Mi auguro che a settembre venga cambiato il sistema di raccolta dei dati. Spesso non sappiamo nulla sulla evoluzione clinica di quelli che fanno il tampone in farmacia. Ancora meno di quelli che lo acquistano e si testano in proprio, decidendo magari di non dirlo al medico di famiglia”, ha commentato Lopalco.

L’importanza del vaccino

Il professore, infine, ha fatto il punto sul tema dei vaccini anti-Covid. “Man mano che ci avviciniamo all’autunno l’immunità data dal vaccino cala. Tante persone lo hanno fatto a dicembre, oltre 6 mesi fa, e sappiamo che superato questo limite la protezione diminuisce. Si torna suscettibili al virus, potremmo rivedere pazienti con sintomi importanti”, ha detto. Sottolineando, quindi, l’importanza della quarta dose per ultra 80enni e immunodepressi. “Il secondo richiamo è importante. Abbiate fiducia nel vecchio vaccino, non aspettate il nuovo che potrebbe arrivare in autunno. Il virus circola, non lasciamogli libertà, agiamo ora”, ha riferito, lanciando un appello.

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