Covid, Abrignani a Sky TG24: "I casi sono almeno il doppio di quelli censiti"

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Lo ha dichiarato, in un'intervista a "Timeline", l’immunologo dell’Università Statale di Milano, Sergio Abrignani. "Il problema è che il virus ha generato una variante altamente infettiva la più infettiva di tutte e che più di ogni altra sfugge al vaccino originario", ha aggiunto

 

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“Il numero dei casi è tornato a salire oltre quota 50mila e continuerà a farlo, ma c’è un fenomeno di sottostima importante: i casi effettivi sono almeno il doppio se non il triplo”. Lo ha dichiarato, in un'intervista a "Timeline" su Sky TG24, l’immunologo dell’Università Statale di Milano, Sergio Abrignani, commentando gli ultimi numeri della pandemia di Covid-19 nel nostro Paese. (COVID: LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA - VACCINO COVID: DATI E GRAFICI SULLE SOMMINISTRAZIONI IN ITALIA, REGIONE PER REGIONE)

Abrignani: "Omicron ha allargato il bacino degli infettabili"

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Il problema, ha aggiunto, "è che il virus ha generato una variante altamente infettiva la più infettiva di tutte e che più di ogni altra sfugge al vaccino originario". Fenomeno che, secondo l'immunologo, ha allargato il bacino "degli infettabili, visto che anche chi ha effettuato il booster è protetto solo al 60% dall'infezione". "In un momento in cui, giustamente, si è deciso di accettare la prospettiva di avere più casi in cambio di una vita quasi normale, un quadro come questo diventa inevitabile. La pandemia non è finita anche se è finita l’emergenza”, ha poi precisato.

"Decessi dimezzati se tutti si vaccinassero"  

Quanto ai decessi con coronavirus Sars-CoV-2, Abrignani ha sottolineato che al momento in Italia "si contano tra 1.500 e 2.000 morti al mese, ma se tutti si vaccinassero e se i fragili e gli over 70-80 facessero la quarta dose questo numero si ridurrebbe della metà”. In autunno, ha ricordato Abrignani, "quasi certamente avremo i primi vaccini Rna su base Omicron, da cui ci aspettiamo una protezione decisamente migliore dall’infezione". Secondo l'immunologo gli scenari possibili sono due: "O resterà dominante Omicron, e allora pur di fronte ad un prevedibile aumento dei casi la situazione resterà controllabile, o comparirà una nuova variante, scenario improbabile ma non da escludere. Questo virus ce lo porteremo dietro per un bel po' di anni, ma in ogni caso abbiamo degli strumenti che prima non avevamo, come i vaccini e gli antivirali”.

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