Bimbe e bimbi diversi nella malattia: dalla Sip la prima guida sulle differenze

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Presentata dalla Società italiana di pediatria, in occasione del 77esimo congresso a Sorrento, è stata realizzata con l'intento di aiutare i genitori a orientarsi nei confronti dell'approccio di genere in medicina

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Maschi e femmine sono diversi sin dalla nascita anche sul fronte della salute, con differenze nella prevalenza di patologie, nella risposta alle terapie e nella prognosi. Per questo è importate studiare e investire nella "medicina di genere" anche in ambito pediatrico. Alcune differenze si manifestano già nei primi anni di vita, altre, invece, diventano più evidenti dopo la pubertà e in età adulta. Con l'intento di aiutare i genitori a orientarsi nei confronti dell'approccio di genere in medicina, la Società italiana di pediatria (Sip), in occasione del 77esimo congresso a Sorrento, ha presentato la prima Guida sulle differenze di genere in età pediatrica.

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Nella guida, consultabile sul sito ufficiale della Sip, gli esperti elencano diverse problematiche in cui si osserva una differente incidenza tra i due sessi. La bronchiolite, per esempio, che colpisce i bimbi sotto i 2 anni di età, ha un'incidenza più elevata nei maschi, che hanno anche un rischio del 50% più alto di sviluppare una forma grave. Mentre, la possibilità di andare incontro alla pubertà precoce è da 10 a 20 volte superiore nelle bambine. La scoliosi, invece, ha una prevalenza sino a 7 volte maggiore nelle ragazze; mentre i disturbi dello spettro autistico sono 4 volte più frequenti nei maschi.

L'importanza della medicina di genere

"Nel 2019 è stato creato un gruppo di studio sulla Medicina di Genere con l'obiettivo di promuovere un nuovo approccio alla medicina, dal neonato all'età adolescenziale, che ponga una maggiore importanza alle differenze determinate dal sesso e dal genere. Numerose sono le patologie anche in ambito pediatrico in cui si osservano tali differenze: conoscerle può migliorare la prevenzione, la prognosi e ridurre le complicanze", ha riferito la presidente Sip Annamaria Staiano. "Le statistiche e i numeri non spiegano ancora se la causa di queste diversità risieda in fattori genetici, metabolici, ormonali, ambientali o in altro ancora. Sensibilizzare non solo i medici, ma anche i genitori, a questo nuovo approccio può creare la giusta sinergia affinché diventi sempre più concreto un percorso clinico differenziato e indirizzato al genere", ha aggiunto Isabella Tarissi de Jacobis, segretario del Gruppo di studio sulla medicina di genere della Sip.

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