Scuola, Zaia: "Non sarebbe una tragedia rinviare all'inizio di febbraio"

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Lo ha dichiarato il presidente del Veneto Luca Zaia. "Tenere le scuole chiuse sarebbe una sconfitta per tutti, ma se i dati epidemiologici dovessero peggiorare, l’ipotesi andrà valutata con attenzione dalle autorità scientifiche", ha aggiunto

Si avvicina il rientro a scuola, previsto nelle diverse Regioni tra il 7 e il 10 gennaio, e si torna a discutere di didattica a distanza e della possibilità di rinviare il ritorno tra i banchi, a fronte dell'aumento di casi di Covid-19 in Italia. Sul tema si è espresso anche il presidente del Veneto Luca Zaia, secondo cui "se  lo consigliassero gli scienziati, non sarebbe una tragedia rinviare all'inizio di febbraio".
"Nessuno aspira a tenere chiuse le scuole. Sarebbe una sconfitta per tutti. Ma ci vuole l’onestà intellettuale di avvisare i cittadini: se i dati epidemiologici dovessero peggiorare, l’ipotesi dello slittamento della data del ritorno in classe è sul tavolo e andrà valutata con attenzione dalle autorità scientifiche", ha dichiarato in un'intervista al Corriere della Sera Zaia, il quale per una simile decisione auspica "una regia nazionale".  (COVID: LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA - VACCINO COVID: DATI E GRAFICI SULLE SOMMINISTRAZIONI IN ITALIA, REGIONE PER REGIONE)

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Il Veneto fece questa scelta l'anno scorso, ricorda Zaia, "e così ci salvammo". "Fu la scelta giusta ed oggi non solo non la rinnego ma la rivendico: eravamo in zona rossa, sull’orlo del precipizio, e facemmo un passo indietro", ha aggiunto il presidente del Veneto, per poi lanciare una proposta per scongiurare i focolai a scuola e intercettare eventuali positivi asintomatici. "Chiedo al Governo di valutare l’introduzione dell’automonitoraggio a scuola, come già fanno Israele e Gran Bretagna, consegnando agli studenti, una o due volte alla settimana, un kit per il test fai da te, da eseguire in classe con compagni e insegnanti, sempre su base volontaria". In questo modo, ha spiegato Zaia, "riusciremmo ad intercettare i positivi prima che il contagio dilaghi".

"Obbligo Super Green pass a lavoro? Attendo di sapere che idea abbia il governo"

In riferimento all'ipotesi di estendere l’obbligo del Super Green pass al mondo del lavoro, Zaia ha dichiarato: "Se ne sa poco, attendo di sapere che idea abbia il governo, ma credo che il cittadino abbia il sacrosanto diritto di sapere se il barbiere che gli taglia i capelli o il barista che gli serve il caffè è vaccinato oppure no e se non lo è, se è in regola con tutti i tamponi".

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