Studio: metà della popolazione mondiale ha un accesso limitato alla diagnostica di base

Salute e Benessere

È il quadro emerso da una nuova ricerca su scala globale condotta da una commissione di esperti di 16 Paesi e pubblicata sulla rivista Lancet

 

Il 47% della popolazione mondiale non ha accesso o solo scarso a test e servizi diagnostici di base, come le analisi del sangue di routine o gli esami di base per le donne in gravidanza, per la diagnosi di patologie comuni come ipertensione e diabete. È il quadro emerso da un nuovo studio condotto su scala globale da una commissione di esperti di 16 Paesi e pubblicato sulla rivista Lancet.

Studio mostra estensione del problema

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"In gran parte del mondo i pazienti sono trattati per malattie in totale assenza di servizi e test diagnostici di laboratorio, è come praticare la medicina alla cieca. Non solo è potenzialmente dannoso per i pazienti, ma rappresenta anche un significativo spreco di risorse sanitarie già scarse", ha dichiarato Kenneth Fleming, della University of Oxford, il coordinatore della commissione di esperti. "Per la prima volta la nostra analisi mostra l'estensione di questo problema. La pandemia ha dimostrato quanto sia cruciale la capacità diagnostica e questo momento rappresenta un punto di svolta per implementare i servizi diagnostici per tutte le malattie".

I risultati della ricerca

Dall'analisi è emerso che esistono grandi lacune nella disponibilità diagnostica in molti Paesi a basso e medio reddito, in particolare nelle strutture di assistenza primaria. Oltre ai servizi diagnostici essenziali, quali i laboratori di diagnostica per le analisi di sangue e urine, per le radiografie e le ecografie, manca anche il personale addetto alla diagnostica. Secondo le stime della commissione di esperti, c'è una carenza di un milione di unità dedicate, adeguatamente formate per questo settore.
Ciò comporta una scarsa capacità preventiva, nonché scarse possibilità di cura.
Secondo gli autori dello studio ridimensionando a livello globale il problema diagnostico per almeno sei patologie (diabete, pressione alta, HIV, tubercolosi, epatite B e sifilide per donne in gravidanza) sarebbe possibile ridurrebbe il numero annuale di decessi precoci di 1,1 milioni nei Paesi a basso e medio reddito.

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