Osteoporosi, in Italia ne soffrono 5 milioni di persone

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Colpisce il 23% delle donne con età superiore ai 40 anni e il 14% degli uomini over 60 anni, con numeri in crescita, soprattutto in relazione all'aumento dell'aspettativa di vita. È il quadro emerso in vista della Giornata mondiale dell'Osteoporosi, in programma il 20 ottobre

In Italia si stima l’osteoporosi colpisca circa 5milioni di persone, di cui l’80% sono donne in post menopausa. Ne soffre il 23% delle donne con età superiore ai 40 anni e il 14% degli uomini over 60 anni, con numeri in crescita, soprattutto in relazione all'aumento dell'aspettativa di vita. È il quadro emerso in vista della Giornata mondiale dell'Osteoporosi, in programma il 20 ottobre.

L'incidenza di fratture da fragilità

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Secondo le stime degli esperti, nel corso della vita, circa il 40% della popolazione mondiale incorre in una frattura di femore, vertebra o polso, nella maggior parte dei casi dopo i 65 anni. L'incidenza delle fratture correlate all’osteoporosi incrementa con l'aumentare dell'età.
Come precisa il ministero della Salute in una nota, le fratture da fragilità per osteoporosi hanno rilevanti conseguenze, sia in termini di mortalità che di disabilità motoria, con elevati costi sia sanitari sia sociali. La mortalità da frattura del femore, per esempio, "è del 5% nel periodo immediatamente successivo all'evento e del 15-25% a un anno. Nel 20% dei casi si ha la perdita definitiva della capacità di camminare autonomamente e solo il 30-40% dei soggetti torna alle condizioni precedenti la frattura".

Osteoporosi e fratture: i fattori di rischio

"Le fratture più comuni sono quelle femorali e gli schiacciamenti vertebrali. La frattura del femore è gravata da un rischio di morte del 20% dopo il primo anno dall'evento occorso", ha spiegato Stefano Lello, consulente scientifico del dipartimento Salute Donna e Bambino della Fondazione Policlinico Gemelli. Sono diversi i fattori che concorrono nello sviluppo della patologia. "I fattori di rischio per l'osteoporosi sono un'alimentazione povera di calcio, un basso peso corporeo, un problema ormonale in età giovanile: questi elementi possono alterare la massa ossea, cioè la crescita scheletrica e quindi porre un rischio di osteoporosi e di fratture nelle età successive. Per combattere l'osteoporosi uno strumento in più si può rivelare la vitamina D, che permette di migliorare l'assorbimento del calcio a livello intestinale e di coadiuvare tutte le terapie specifiche", ha concluso Lello.

 

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