Dolore cronico: i possibili effetti della "terapia della parola". Lo studio

Salute e Benessere
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Sarebbe in grado di fornire un sollievo dal dolore cronico senza il bisogno di farmaci. A indicarlo uno studio dell'University of Colorado Boulder

 

In soccorso a chi soffre di dolore cronico arriva un nuovo potenziale trattamento: la cosiddetta "terapia della parola", un ciclo di incontri psicologici mirati contro il dolore. Secondo un nuovo studio condotto dall'University of Colorado Boulder su un campione composto da oltre 150 pazienti con mal di schiena cronico, questa terapia sarebbe in grado di fornire un sollievo dal dolore cronico senza il bisogno di farmaci.

Lo studio nel dettaglio

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Per compiere lo studio, pubblicato su JAMA Psychiatry, i ricercatori hanno testato su 151 soggetti che soffrivano di mal di schiena cronico gli effetti di una terapia psicologica di rielaborazione del dolore che mira proprio a ripristinare una corretta interpretazione degli stimoli dolorosi, ricordando l'origine del dolore e anche il livello effettivo di pericolo che esso rappresenta per la salute. Nello specifico, ai partecipanti è stato chiesto di prendere parte a otto sedute da un'ora nell'arco di quattro settimane.

I risultati

Al termine della terapia, è emerso che due terzi del campione ha smesso del tutto o quasi di provare dolore alla schiena, con effetti che permangono anche per un anno. "Per lungo tempo abbiamo pensato che il dolore cronico fosse dovuto soprattutto a problemi organici, indirizzando le terapie verso bersagli fisici", ha spiegato l'autore dello studio Yoni Ashar. "Questa terapia si basa sulla premessa che il cervello può generare dolore anche in assenza di una lesione o dopo che la lesione è guarita e che le persone possono disimparare il dolore, col nostro studio dimostriamo che la terapia funziona". Come spiegato dai ricercatori sulle pagine della rivista specializzata, gli effetti della terapia sarebbero visibili anche nelle risonanze magnetiche effettuate dopo le sedute: le aree neurali della percezione del dolore nei volontari trattati funzionano diversamente dopo il ciclo di incontri.

 

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