Covid, Sileri: “Ritorno alle zone gialle? Al momento non serve”

Salute e Benessere

Il sottosegretario alla Salute ha spiegato che il numero dei contagi è ancora esiguo e che i tempi sono ancora prematuri per una revisione dei parametri

Nonostante la presenza di nuovi focolai, legati anche alla maggiore circolazione della variante Delta, al momento non è previsto una revisione del sistema dei parametri. Lo ha dichiarato Pierpaolo Sileri, il sottosegretario alla Salute, nel corso di un’intervista a Radio24. “Il numero dei contagi è ancora esiguo”, ha rassicurato. “Finché non si verificherà un aumento dei ricoveri, non vedo perché fare dei passi indietro. L’attuale sistema dei parametri ci ha permesso di arrivare alle riaperture in sicurezza, quindi al momento non serve cambiare alcuna regola. Non vedo nemmeno la necessità di restrizioni con ritorno alle zone gialle. Abbiamo numeri estremamente bassi”, ha aggiunto.

"Europei? Bello vedere le piazze piene, ma..."

Commentando la vittoria degli Europei, Sileri si è detto “felicissimo per l’obiettivo raggiunto”, ma anche preoccupato. “È bellissimo vedere le piazze piene, ma è chiaro che un numero crescente di contagi si osserverà, com’è avvenuto in altri Paesi europei. Abbiamo un vantaggio legato alle temperature e all’estate, ma è inevitabile che una risalita dei contagi ci sarà” (VACCINO: DATI SULLE SOMMINISTRAZIONI IN ITALIA, REGIONE PER REGIONE).

Sileri: “La variante Delta diventerà prevalente tra 10 giorni”

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Nel corso di un’altra intervista, concessa alla Stampa, Sileri ha dichiarato che nei prossimi dieci giorni la variante Delta diventerà prevalente in Italia, andando a sostituire la Alfa. “Non c’è bisogno di ripristinare l’obbligo di mascherina all’aperto, ma vanno rafforzati i controlli in caso di assembramenti”, ha aggiunto. Nel suo discorso rientrano anche gli assembramenti che si sono verificati negli ultimi giorni per celebrare i trionfi dell’Italia agli Europei. Serve “una costante opera di vigilanza, vanno potenziati i controlli nei luoghi della movida, perché dove non si mantengono le distanze si deve indossare la mascherina”, ha sottolineato Sileri. Se ciò non avviene “devono scattare le sanzioni”.

Sileri: “Entro fine mese i contagi aumenteranno”

Al momento Sileri non ritiene necessario rivedere le regole. “Sappiamo che l’evoluzione sarà simile a quella che abbiamo visto in Gran Bretagna: entro fine mese i contagi saranno 3 o 4 volte quelli attuali e durante l’estate continueranno a crescere. Ma, dall’altra parte, aumenteranno progressivamente i cittadini vaccinati con doppia dose: a settembre saremo attorno al 70-75% di immunizzati”. Il sottosegretario alla Salute ha ammesso che non si può escludere qualche eventuale “passo indietro, con cambi di colore di alcune Regioni e l’istituzione di zone rosse a livello locale. Dovremo, però, fare riferimento al numero di ricoveri, più che a quello dei contagi”.

“Sono contrario all’obbligo vaccinale per i docenti”

Per Sileri, oltre a spingere sulle vaccinazioni “bisogna intercettare quanti più positivi possibile, soprattutto quelli asintomatici. In questo senso, resto favorevole alla riapertura delle discoteche, a patto che sia gestita con regole ferree, compreso l’obbligo di tampone per poter entrare”. 

"Lezioni in presenza? Non subito"

Se la percentuale di vaccinati tra i 12 e i 19 anni, si mantenesse bassa, “non potrà essere garantita una ripresa al 100% delle lezioni in presenza, almeno nelle prime settimane. Poi andrà potenziata la campagna diagnostica nelle scuole, con tutti i mezzi disponibili”.  Al momento ci sono ancora 215mila docenti non vaccinati. Sileri, tuttavia, si è dichiarato contrario all’introduzione dell’obbligo. “Si tratta del 15% del totale ed è distribuito sono in alcune Regioni, più di 60mila solo in Sicilia”. All’obbligo, Sileri preferisce un approccio diverso. Dobbiamo “far capire al personale scolastico che deve vaccinarsi innanzitutto per tutelarsi, perché dovrà lavorare in un contesto a rischio”. Infine, non è mancato un commento sui problemi legati allo sviluppo del vaccino italiano, ReiThera. “Credo sia una follia abbandonare l’azienda, che ha oltre 100 ricercatori e offre un potenziale unico”.

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