Covid, bozza Iss: Rt “stabile” a 0,69, l’incidenza scende ancora a 16,7

Salute e Benessere
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E’ quanto emerge dalla bozza di monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e del Ministero della Salute. Oltre all’indice Rt, in evidenza anche una netta riduzione dell'incidenza, uno dei valori chiave per le decisioni sulle misure di contenimento, che questa settimana scende ancora, attestandosi a circa 16.7 casi ogni 100 mila abitanti, rispetto a 25 di una settimana fa

L'indice Rt passa da 0,68 della scorsa settimana a 0,69, facendo registrare così un lievissimo aumento che, secondo gli esperti della cabina di regia, fa considerare ancora stabile lo stesso indice di trasmissibilità delle infezioni da Covid, nel nostro Paese. Continua invece ad evidenziarsi una netta riduzione dell'incidenza, uno dei valori chiave per le decisioni sulle misure di contenimento, che questa settimana scende ancora, attestandosi a circa 16.7 casi ogni 100 mila abitanti, rispetto a 25 di una settimana fa. Sono questi i dati, secondo quanto si apprende, inseriti nella bozza di monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e del Ministero della Salute, esaminati dagli esperti della cabina di regia, che verranno presentati oggi nella consueta conferenza stampa settimanale.

Rischio moderato in Basilicata, Friuli e Molise

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Secondo quanto emerso dalla bozza, tutte le Regioni italiane e le province autonome sono classificate a rischio basso, con tre esclusioni. Si tratta della Basilicata, del Friuli-Venezia Giulia e del Molise, che sono invece classificate dagli esperti a rischio moderato. Tutte hanno fatto rilevare comunque un valore dell'Rt compatibile con uno scenario di tipo uno.

Ospedali sotto la soglia critica in tutta Italia

Situazione non preoccupante nemmeno nelle strutture ospedaliere sparse sul territorio. Nessuna Regione o provincia automa, infatti, ha evidenziato il superamento della soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o in area medica. In particolare, il tasso di occupazione in terapia intensiva è pari al 6%, ben sotto la soglia critica, con una diminuzione rilevata nel numero di pazienti ricoverati che cala da 688 (dato dell’8 giugno) a 504 (dato del 15 giugno). Allo stesso modo, per quanto riguarda il tasso di occupazione nelle aree mediche a livello nazionale, il dato scende ulteriormente, attestandosi al 6%. Il numero di persone ricoverate in queste aree diminuisce dalle 4.685 (dato 8 giugno) a 3.333 (dato 15 giugno). Quattro Regioni, nello specifico Friuli-Venezia Giulia, Molise, Puglia e Veneto, riportano un’allerta di resilienza, ma nessuna riporta molteplici allerte.

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