Dall'astronomia un aiuto nella lotta ai tumori: sviluppata la piattaforma AstroPath

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I ricercatori della Johns Hopkins University e del Bloomberg Kimmel Institute for Cancer Immunotherapy hanno sviluppato una piattaforma che promette di aiutare gli oncologi a interpretare i risultati delle biopsie, riconoscendo i tumori che potrebbero rispondere meglio all’immunoterapia

L’astronomia scende in campo nella lotta ai tumori. Abbinando gli algoritmi sviluppati dagli astronomi per la mappatura del cielo con l'imaging avanzato di immunofluorescenza di biopsie tumorali, i ricercatori della Johns Hopkins University e del Bloomberg Kimmel Institute for Cancer Immunotherapy hanno sviluppato una piattaforma che promette di aiutare gli oncologi a interpretare i risultati delle biopsie, riconoscendo i tumori che potrebbero rispondere meglio all’immunoterapia.
Si tratta di AstroPath, uno strumento che utilizza una specifica tecnologia di immunofluorescenza per quantificare le numerose caratteristiche cellulari e molecolari del microambiente tumorale. Secondo i ricercatori questa piattaforma, descritta sulla rivista Science, ha il potenziale "per trasformare il modo in cui gli oncologi forniranno l'immunoterapia contro il cancro".

Studiate le biopsie del melanoma

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Il team di ricerca coordinato da Alexander Szalay e Janis Taube ha valutato le potenzialità della piattaforma studiando le biopsie del più aggressivo tumore della pelle, il melanoma.
Nello specifico, esaminando le cellule immunitarie all'interno e intorno alle cellule tumorali, i ricercatori sono riusciti a identificare un biomarcatore frutto di un mix dei sei marcatori che sarebbe altamente predittivo della risposta a un tipo specifico di immunoterapia chiamato anti-PD-1. Come spiegato dal team di ricerca sul sito della Johns Hopkins University, la PD-1 (programmed cell death 1) è una proteina presente nelle cellule T del sistema immunitario che, quando è legata a un'altra proteina chiamata PD-L1 (ligando della morte programmata), aiuta le cellule tumorali a eludere l'attacco del sistema immunitario. "I farmaci anti-PD-1 - precisano i ricercatori - bloccano la proteina PD-1 e possono aiutare il sistema immunitario a vedere e uccidere le cellule tumorali", ma solo alcuni pazienti rispondono a questa forma di immunoterapia. Per questo la capacità di prevedere la risposta o la resistenza è fondamentale per scegliere il miglior trattamento per ciascun paziente.

Prossimi obiettivi

Il prossimo obiettivo dei ricercatori sarà verificare l'efficacia della piattaforma contro altri tipi di cancro, come quello dei polmoni.
Come ha spiegato Drew Pardoll, dell’Istituto Bloomberg Kimmel e tra gli autori dello studio, “la piattaforma AstroPath permette di visualizzare più marcatori tumorali contemporaneamente, fornendo molte più informazioni di una singola biopsia". "In questo modo aiuta a mettere in pratica un’immunoterapia del cancro di precisione, identificando le caratteristiche uniche di ciascun paziente per prevedere chi risponderà a una determinata immunoterapia, come l’anti-PD-1, e chi no”, ha concluso.

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