Osservata in tempo reale la guarigione delle ferite su cellule umane

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Si tratta di un risultato primo nel suo genere, in quanto finora questa tipologia di esperimenti è stata eseguita esclusivamente su cellule di topi e ratti

Un team di ricercatori dell'American Institute of physics è riuscito ad osservare in tempo reale la guarigione di una ferita su cellule umane. Si tratta di un risultato primo nel suo genere, in quanto finora questa tipologia di esperimenti è stata eseguita esclusivamente su cellule di topi e ratti, dove però le ferite si rimarginano in modo diverso dall'uomo, data l'assenza del tessuto di granulazione.
Negli esseri umani questo particolare tessuto, essenziale per la chiusura rapida della ferita, si forma dopo che il sangue coagula e si crea la crosta.
Nello specifico, tramite la coagulazione del sangue si sviluppa una rete di fibrine (proteine usate nella coagulazione), che funge da matrice temporanea.

Lo studio nel dettaglio

approfondimento

Sviluppato un cerotto antidolorifico per le ferite

 

Come descritto nel dettaglio sulle pagine della rivista specializzata APL Bioengineering, il team di ricerca grazie a una particolare tecnica sperimentata in laboratorio è riuscito a ricreare in un gel composto da fibrina e collagene un modello di ferita umana, combinando due cellule presenti nelle lesioni: le endoteliali e i fibroblasti. A distanza di 72 ore, il mix di cellule nel gel ha formato una rete di capillari. Dopo l'incisione dei tessuti, la ferita si è rimarginata in circa quattro giorni e dal terzo giorno le cellule sono state viste migrare nella lesione.
"La migrazione dei fibroblasti e delle cellule endoteliali è stata seguita nell'arco di 90 ore, rilevando i rapidi movimenti dei fibroblasti ai margini della ferita e quelli più lenti delle cellule endoteliali", ha precisato Juliann Tefft, autore dello studio.

 

Il ruolo chiave dei fibroblasti

 

Il monitoraggio in tempo reale delle cellule durante la chiusura della ferita ha rivelato che il processo è mediato principalmente dai fibroblasti.
In particolare, il team di ricerca ha osservato che queste cellule, durante le prime fasi di guarigione, hanno girato attorno ai margini della ferita per circa 50 ore. Da Test successivi condotti utilizzando differenti concentrazioni di fibroblasti e cellule endoteliali, è emerso che i tessuti con le sole cellule endoteliali non si rimarginavano neanche dopo 10 giorni.
"Ciò supporta l'ipotesi che i fibroblasti siano il motore principale nella chiusura delle ferite", ha aggiunto Jeroen Eyckmans, tra gli autori che hanno condotto lo studio.

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