Identificati 6 sottotipi del pre-diabete. Lo studio

Salute e Benessere

I risultati, descritti nel dettaglio sulle pagine della rivista specializzata Nature Medicine, aprono la strada allo sviluppo di programmi mirati di prevenzione e potrebbero essere utili, in futuro, anche per prevenire lo sviluppo di complicazioni

Un nuovo studio, condotto da un team di ricercatori dell'Università di Tubinga e del Centro tedesco per la ricerca sul diabete, ha individuato sei sottotipi del pre-diabete, che differiscono tra loro nel rischio di sviluppare la malattia e le complicanze ad essa associate.
La nuova classificazione, descritta nel dettaglio sulle pagine della rivista specializzata Nature Medicine, apre la strada allo sviluppo di programmi mirati di prevenzione e potrebbe essere utile, in futuro, anche per prevenire lo sviluppo di complicazioni associate al diabete.  

Lo studio nel dettaglio

approfondimento

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"Per le persone con pre-diabete non è stato possibile fino ad ora prevedere se svilupperanno il diabete e se saranno a rischio di complicazioni gravi come l'insufficienza renale, o se avranno solo una forma innocua con livelli di glucosio nel sangue leggermente più alti ma senza rischi significativi", ha spiegato Hans-Ulrich Häring, tra i ricercatori dello studio. Per individuare i sei sottotipi nelle fasi preliminari del diabete di tipo 2 gli esperti hanno analizzato alcuni parametri metabolici chiave, come i livelli di glucosio nel sangue, il grasso del fegato, la distribuzione del grasso corporeo, i livelli di lipidi nel sangue e il rischio genetico. Sono così riusciti ad osservare che tre di questi sottotipi (1, 2 e 4) sono associati a un basso rischio di diabete e hanno una probabilità particolarmente ridotta di sviluppare complicanze. I gruppi rimanenti (3, 5 e 6), invece, sono caratterizzati da un alto rischio di sviluppare il diabete o malattie secondarie ad esso associate.

 

L'importanza dei risultati ottenuti

 

In particolare, dallo studio è emerso che i soggetti che rientrano nel sottotipo 3 producono una quantità insufficiente di insulina e avrebbero un alto rischio di sviluppare il diabete. Le persone del gruppo 5 hanno una steatosi epatica pronunciata ed essendo resistenti all'effetto ipoglicemizzante dell'insulina, hanno un rischio molto alto di sviluppare il diabete. Nei pazienti che rientrano nel sottotipo 6, invece, il danno ai reni si presenta anche prima della diagnosi di diabete.
Lo studio offre "un'interessantissima osservazione" che può portare a "programmi mirati di prevenzione", ha commentato Agostino Consoli, presidente della Sid, la Società italiana di diabetologia. "Potremmo avere un domani fatto di farmaci attivi anche in prevenzione. Questa osservazione potrebbe facilitare gli interventi. Potrebbe servire ad efficientare la gestione della prevenzione", ha concluso Consoli.

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