Covid, Miozzo (Cts): “Natale? Stretta necessaria fino all'Epifania”

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Lo ha spiegato, in un’intervista concessa al quotidiano “Il Messaggero”, il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico. “Tutti gli esperti sono concordi nell'avvertire i pericoli che l'allentamento dei comportamenti può portare. Siamo in una fase delicata'', ha poi confermato

Quali misure adotterà l’Italia, nel corso delle festività natalizie, per cercare di contenere la diffusione dei contagi da coronavirus? Proprio oggi è previsto un incontro tra governo e Regioni per fare il punto della situazione sulle restrizioni, ma intanto il Comitato Tecnico Scientifico (Cts) ha raccomandato di prendere in considerazione più limiti di quelli finora ipotizzati. ''Abbiamo fornito precise indicazioni al governo, che deciderà. I provvedimenti devono fare i conti con un quadro complessivo di servizi e controlli oltre che di tutela economica agli imprenditori penalizzati, che spetta agli organismi politici valutare”. Così Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, si è espresso sul tema, in un’intervista rilasciata al quotidiano “Il Messaggero”, confermando l’importanza di una stretta, necessaria almeno fino all’Epifania.

Una fase delicata

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Miozzo ha poi ribadito che “di certo, nonostante la loro variegata presenza mediatica, tutti gli esperti sono concordi nell'avvertire i pericoli che l'allentamento dei comportamenti può portare. Siamo in una fase delicata'', ha confermato. ''E' stato impegnativo e la discussione è andata avanti per due giorni. Il tema, assai delicato, era come affrontare i prossimi giorni, che sono quelli che offrono tradizionalmente le maggiori e più sentite occasioni di incontro e riunione nelle famiglie'', ha sottolineato ancora. E, a questo proposito, anche il ministro Boccia ha anticipato che sarebbe sbagliato immaginare cenoni e feste al di fuori del ristretto numero dei nuclei di conviventi.

Rinunce necessarie

''Tutti gli esperti concordano che è necessaria la massima prudenza nei comportamenti e che bisogna arrivare a rinunce necessarie, nonostante il periodo dell'anno spinga a cercare assembramenti e contatti”, ha quindi concluso Miozzo. “Bisogna capire che non esiste rapporto familiare sicuro, che un tampone negativo non basta per dare sicurezza sulla contagiosità''. Intanto, in Italia, il bollettino del Ministero della Salute di ieri, 15 dicembre, ha segnalato 14.844 nuovi contagi, registrando 162.880 tamponi analizzati in tutto il Paese. Sono stati 846 i decessi, mentre il rapporto tra positivi e test effettuati si è attestato al 9,1%.

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