Covid-19, la domanda di farmaci da terapia intensiva è salita fino al 782% a marzo 2020

Salute e Benessere

Lo indicano i dati contenuti nell’ultima edizione del dossier “Il sistema dei farmaci generici in Italia” dell’Osservatorio Nomisma, realizzato per Egualia, l’organo di rappresentanza dell’industria dei farmaci generici equivalenti

A causa dell’emergenza coronavirus, in Italia si è verificato un boom dell’uso dei farmaci “da terapia intensiva”. In particolare, sono quattro i medicinali che a marzo 2020 hanno conosciuto un incremento della domanda tra il 128% e il 782% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Si tratta del rocuronio e del cisatracurio (coadiuvanti dell'anestesia generale), del midazolam (un sedativo ad azione lenta usato per ridurre l’ansia) e del propofol (un anestetico ipnotico). Questi dati sono contenuti nell’ultima edizione del dossier “Il sistema dei farmaci generici in Italia” dell’Osservatorio Nomisma, realizzato per Egualia, l’organo di rappresentanza dell’industria dei farmaci generici equivalenti.

L’aumento della domanda di farmaci

approfondimento

Coronavirus, possibili nuovi farmaci dai nanoanticorpi degli alpaca

Nel corso dello studio, gli esperti hanno messo a confronto le forniture e gli ordinativi nei mesi di gennaio, febbraio, marzo e aprile 2020 con quelli degli stessi mesi del 2019. I risultati ottenuti indicano che il picco maggiore ha riguardato il rocuronio a marzo (+782%). Il farmaco è rimasto piuttosto richiesto anche ad aprile, con un incremento del 376%. Nei primi mesi della pandemia, durante il periodo di massima criticità, il 58% delle imprese associate a Egualia ha visto aumentare la domanda di farmaci: tra queste, il 93% è riuscito a soddisfare del tutto o in parte l’aumento delle richieste. Inoltre, il 58% del totale ha riorientato la produzione verso le categorie di prodotti a maggior rischio di carenza.

 

Le strategie adottate dalle aziende

Le strategie messe in atto dalle aziende per incrementare la produzione di farmaci sono state diverse. Il 71% ha indicato di aver fatto ricorso alle scorte di magazzino, il 57% di aver usufruito di deroghe emergenziali da parte delle autorità per velocizzare la disponibilità del prodotto sul mercato, il 57% di aver aumentato i turni di lavoro e previsto straordinari per il personale, il 21% di aver impegnato nuovo personale per la produzione, il 50% di aver utilizzato la leva dell’importazione, e il 14%, infine, di aver acquistato nuovi macchinari.

Salute e benessere: Più letti

Arriva sempre primo

Ricevi le notizie più importanti di politica, mondo, cronaca, spettacolo, le analisi e gli aggiornamenti. Per accettare le notifiche devi dare il consenso.

Hai attivato le notifiche di sky tg24