Covid-19, il vaccino di AstraZeneca stimola una forte risposta immunitaria negli anziani

Salute e Benessere

È quanto emerge dai risultati delle prime due fasi della sperimentazione, descritti sulla rivista medica Lancet. Nessuno dei partecipanti ha sviluppato degli effetti collaterali gravi

I primi studi pubblicati sulla rivista medica Lancet indicano che il vaccino contro il Covid-19 sviluppato da AstraZeneca, in collaborazione con l’Università di Oxford, produce una “forte risposta immunitaria negli anziani”. Questa nota positiva arriva dai risultati delle prime due fasi della sperimentazione, i quali suggeriscono che uno dei gruppi più a rischio di morte o malattia grave da Covid-19 sia in grado di costruire l’immunità al virus. Durante i test di fase 2, a cui hanno preso parte 560 volontari adulti e in buone condizioni di salute, sono state somministrate a tutti i partecipanti due dosi del candidato vaccino, o un placebo. Non sono stati segnalati effetti collaterali gravi.

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Su Lancet, gli esperti spiegano che i partecipanti ai test di età compresa tra i 56 e i 69 anni e con più di 70 anni hanno sviluppato una risposta immunitaria paragonabile a quella ottenuta nei volontari tra i 18 e i 55 anni in seguito alla somministrazione del vaccino. Due settimane dopo aver ricevuto la seconda dose, il 99% dei volontari ha sviluppato degli anticorpi in grado di neutralizzare il coronavirus. Il risultato è stato raggiunto a prescindere dall’età dei partecipanti. 

 

In Australia è iniziata la produzione del vaccino di AstraZeneca

All’inizio di novembre, l’azienda australiana Commonwealth Serum Laboratories (Csl) ha avviato la produzione a Melbourne di milioni di dosi del vaccino sviluppato dall’Università di Oxford e da AstraZeneca. Le prime dosi dovrebbero arrivare entro la prima metà del 2021, anche se tutto dipenderà dall’esito delle sperimentazioni cliniche di fase tre. Come reso noto dal quotidiano australiano Sydney Morning Herald, Commonwealth Serum Laboratories ha contratti separati con Oxford-AstraZeneca e con il governo del Paese, per produrre circa 30 milioni di dosi del vaccino, che deve ancora ricevere l’approvazione della Therapeutic Goods Administration per il suo uso in Australia.

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