Coronavirus, Johnson & Johnson sospende i test sul vaccino: un volontario si è ammalato

Salute e Benessere

Al momento non è chiaro se la patologia sia stata causata dal vaccino o no e non sono state fornite ulteriori informazioni sulla reazione avversa

Com’era già successo per AstraZeneca, ora anche Johnson & Johnson si vede costretta a interrompere, almeno temporaneamente, lo studio di fase 3 del suo candidato vaccino contro il Covid-19. In uno dei volontari a cui è stato somministrato il farmaco è insorta una “malattia inspiegabile”. Al momento non è chiaro se la patologia sia stata causata dal vaccino o no e non sono state fornite ulteriori informazioni sulla reazione avversa. Johnson & Johnson ha spiegato che il suo personale interno e il Consiglio indipendente per il monitoraggio della sicurezza dei dati (Dsmb) stanno facendo tutte le opportune valutazioni del caso. “Eventi avversi, come malattia o incidenti, anche seri, rientrano in ogni studio clinico, soprattutto se di larga scala”, ha chiarito la società.

Lo stop allo studio di fase 3

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Nei prossimi giorni, un comitato di esperti analizzerà gli effetti provocati e l’eventuale relazione tra la malattia e la composizione del vaccino. Lo stop della sperimentazione potrebbe durare settimane o mesi. Nella peggiore delle ipotesi, Johnson & Johnson potrebbe essere costretta a ripartire a ripartire da zero con un nuovo candidato. Lo studio di fase 3 era iniziato a settembre, con l’obiettivo di somministrare il vaccino almeno a 60.000 persone negli Stati Uniti e in vari altri Paesi. I primi risultati erano attesi entro la fine dell’anno o al massimo all’inizio del 2021. 

 

Le caratteristiche del vaccino

Il vaccino sperimentale di Johnson & Johnson, sviluppato dall’azienda Janssen, è basato su un adenovirus umano, nel quale è stato innestato un gene in grado di indurre alcune cellule del corpo umano a produrre delle copie della proteina spike, la principale “arma” del coronavirus. Questo meccanismo dovrebbe indurre il sistema immunitario a riconoscere questa minaccia e a sviluppare delle difese contro Sars-CoV-2.  Si tratta di una soluzione che in passato era già stata sperimentata con altri tipi di vaccini, incluso uno efficace contro i virus che causano l’ebola.

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