Rapporto Iss, osservato un progressivo peggioramento nelle ultime otto settimane

Salute e Benessere

Dal bollettino emerge che nel periodo compreso tra il 3 e il 16 settembre l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 0,95, al di sotto di 1 nel suo valore medio per la seconda settimana consecutiva

Dall’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e del ministero della Salute emerge che dieci Regioni e Provincie autonome hanno riportato un aumento del numero dei casi di coronavirus diagnosticati rispetto alla settimana precedente. Si tratta di un incremento non attribuibile solo a un aumento dei casi importati o a un’attività di screening più intensa. L’84,2% dei nuovi casi è legato a contagi avvenuti sul territorio nazionale. I casi importati dall’estero scesi dal 10% all’8% e anche quelli importati da un’altra Regione o Provincia autonoma hanno conosciuto un lieve calo (3,3% nella settimana corrente contro 5,5% la settimana precedente). L’attività di screening ha permesso di identificare il 27,6% dei nuovi casi diagnosticati, mentre un altro 35,8% è stato individuato tramite attività di contact tracing. I contagi restanti sono stati identificati in quanto sintomatici (31,4%). Infine, per il 5,2% dei nuovi casi non è stata riportata la ragione dell’accertamento diagnostico.

La situazione nelle ultime otto settimane

approfondimento

Indice Rt: cos'è, come si calcola e qual è la differenza con l'R0

 

Il bollettino dell’Iss e del ministero della Salute indica anche che da otto settimane si osserva un lento e progressivo peggioramento dell’epidemia di coronavirus in Italia, che si riflette in un maggiore carico sui servizi sanitari. Si tratta di un andamento che riflette un trend comune a molti Paesi europei, ma che per ora in Italia è ancora contenuto. L’Iss e il ministero della Salute invitano comunque a non sottovalutare il rischio di una rapida ripresa epidemica dovuto a un eccessivo rilassamento delle misure. 

 

Iss: Rt sotto 1 a 0,95. Eta' media a 41 anni

 

Dal monitoraggio settimanale emerge che nel periodo compreso tra il 3 e il 16 settembre l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 0,95, al di sotto di 1 nel suo valore medio per la seconda settimana consecutiva. L’Iss invita a interpretare con cautela l’indice di trasmissione nazionale, sottolineando che in questo particolare momento potrebbe sottostimare leggermente la reale trasmissione del coronavirus sul territorio nazionale. Pertanto, concludono Iss e ministero della Salute, l’Rt nazionale deve essere sempre interpretato tenendo anche in considerazione il dato di incidenza.

I focolai attivi

Per quanto riguarda i cluster attivi, il loro numero totale è 2868. Di questi, 832 sono nuovi. La maggior parte dei focolai continua a verificarsi in ambito familiare (76,1% di tutti i focolai attivi), con un lieve aumento di quelli associati ad attività ricreative (6,3%) e all’ambito lavorativo (5,6%).

Salute e benessere: Più letti