Diabete, chi ne soffre può correre un maggior rischio di fratture

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Lo ha sottolineato uno studio condotto dai ricercatori dell'Università di Sheffield. In particolare, sarebbe la frattura dell’anca quella da tenere più in considerazione, anche nei pazienti più giovani

Le persone con diabete sono a maggior rischio di fratture ossee. A dirlo è una ricerca condotta dagli esperti dell'Università di Sheffield che, in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Bone”, sono riusciti a sottolineare come chi soffre di questa patologia corra un rischio più elevato di soffrire di fratture dell'anca ma non di quelle vertebrali, ovvero quelle che si verificano nella colonna vertebrale o nel cranio. In particolare, lo studio riscontra per chi soffre di diabete di tipo 1 un maggior grado di pericolo rispetto alle persone con diabete di tipo 2. Per quanto riguarda proprio le fratture all'anca, il rischio è risultato maggiore tra i più giovani e per tutti e due i tipi di diabete.

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"Il diabete può causare una serie di complicazioni ben note tra cui problemi ai reni, perdita della vista, problemi ai piedi e danni ai nervi. Tuttavia, fino ad ora molte persone con diabete e i loro medici non sono consapevoli di essere anche a maggior rischio di fratture ossee", ha spiegato Tatiane Vilaca del Mellanby Center for Bone Research dell'Università di Sheffield. “Dobbiamo sensibilizzare i pazienti sul rischio maggiore che le persone con diabete affrontano per aiutarli a prevenire le fratture. Ad esempio, cercando di prevenire le cadute”, ha detto la ricercatrice.  “Le fratture possono essere molto gravi, specialmente nelle persone anziane. Le fratture dell'anca, in particolare, possono causare disabilità in forma grave. Circa 76.000 persone nel Regno Unito soffrono di questo problema ogni anno e si pensa che circa il 20% delle persone colpite da frattura all’anca possa perdere la vita entro un anno dall’infortunio. Per molti altri, invece, non si riguadagna completamente la mobilità e questo causa una perdita della propria indipendenza motoria", ha sottolineato ancora l’esperta.

Valutare il rischio

Quella del diabete, si legge proprio sul sito dell’ateneo inglese, è un problema che riguarda una persona su 15 nel Regno Unito. Anche il professor Richard Eastell, docente di metabolismo osseo e direttore del Mellanby Center for Bone Research dell'Università di Sheffield, ha sottolineato l’importanza di questo studio: “Questa importante ricerca sottolinea l'urgente necessità dei medici di valutare il rischio di fratture per i pazienti con diabete e anche di esaminare potenziali trattamenti che possono aiutare a ridurre tale rischio. Speriamo che aumentando la consapevolezza dei rischi che le persone con diabete corrono, la densità e la forza ossea diventino parametri che i medici possano valutare abitualmente nei pazienti diabetici allo stesso modo in cui lo fanno attualmente, considerando altre complicazioni ben note legate alla patologia".

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