Coronavirus, numero verde di aiuto psicologico: 30mila chiamate in 7 giorni

Salute e Benessere

Attivato il 27 aprile dal Ministero della Salute e dalla Protezione Civile per aiutare i cittadini durante l’attuale emergenza sanitaria, il servizio è stato utilizzato in maggioranza da più donne che uomini, molti anziani, pochissimi adolescenti e parecchi adulti

Era lo scorso 27 aprile quando il Ministro della Salute, Roberto Speranza, aveva annunciato l’attivazione dell’800.833.833, numero verde di aiuto e supporto psicologico, gratuito e attivo tutti i giorni dalle 8 alle 24 e che sta coinvolgendo circa 2.500 professionisti specializzati e volontari. Ad una settimana dal lancio dell’iniziativa sono stati comunicati i primi dati relativi al progetto, con circa 30.000 chiamate già arrivate e provenienti da tutta Italia al numero attivato dal Ministero della Salute e dalla Protezione Civile per aiutare i cittadini durante l’attuale emergenza sanitaria legata alla diffusione del nuovo coronavirus.

Chi ha scelto il servizio finora

approfondimento

Coronavirus, da oggi attivo un numero verde di aiuto psicologico

Analizzando più nel dettaglio, gli esperti comunicano che sono state più donne che uomini, molti anziani, pochissimi adolescenti e parecchi adulti ad avvalersi del servizio. "Questi volumi molto alti, mostrano che è stato intercettato un aumento importante del bisogno di sostegno, che va di pari passo a un aumento di ansia, paura e solitudine causati dall'emergenza coronavirus e dal conseguente lockdown", ha spiegato all'Ansa Maria Assunta Giannini, psicologa e psicoterapeuta, dirigente del Ministero e responsabile tecnico-scientifico del progetto. 

La paura per la perdita del lavoro

A chiamare il numero gratuito come detto, sono in gran parte anziani, tristi protagonisti di questa pandemia, tra cui numerosi nonni che non possono vedere i propri famigliari o che hanno paura che la fase 2, appena entrata nel vivo, possa contribuire ad aumentare il rischio di contagio. Numerose chiamate arrivano anche da persone in crisi per la paura di perdere il proprio lavoro o la propria attività o da persone che raccontano di situazioni familiari in cui emergono stress e tensioni. "In generale i sentimenti principali che ci comunicano, e che chiedono di essere aiutati a padroneggiare, sono ansia, depressione, senso di impotenza”, ha spiegato Giannini. “Chiamano madri preoccupate per figli giovani, magari problematici o con dipendenze. Così come donne che chiedono aiuto per episodi di violenza in famiglia, e in questo caso le mettiamo in comunicazione con il 1522”, ha aggiunto l’esperta. Sottolineando anche come non manchino situazioni più serie, per cui è previsto l'intervento dei servizi territoriali e un aiuto farmacologico. “In alcuni casi è stato richiesto il supporto del numero verde anche per emergenze, come minacce di suicidio, e si è intervenuti in sinergia con le forze dell'ordine per scongiurare il rischio".

Le sedute di secondo livello

Un dato particolare, emerso dopo la prima settimana di attivazione del servizio, è che molti cittadini, dopo il primissimo colloquio telefonico, desiderano proseguire i contatti con i professionisti, scegliendo la possibilità che, a seconda dei casi, consente di effettuare quattro sedute telefoniche gratuite, nell’ambito dell’assistenza di secondo livello, dedicata ad esempio alla psicologia dell'infanzia e dell'adolescenza, alle dipendenze o alla psico-oncologia. "Questo dimostra un desiderio di andare a fondo e lo notiamo anche da parte di chi prima non era mai andato da uno psicologo", ha concluso quindi Giannini.

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